“Io e te tre metri sopra la Certosa”

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Scoperto l’autore delle scritte sulla villa comunale di Monte San Giacomo.

E’ Paolo Imparato che cerca di far pace con Raffaele Accetta dopo la lite sulla gestione della Certosa

“Io e te tre metri sopra la Certosa”.

http://www.italia2tv.it/2017/11/20/gestione-certosa-di-padula-argomento-tabu-accetta-lo-propone-imparato-la-prende-male-i-retroscena/

 

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L’appello di Valiante al Vallo di Diano

Simone Valiante al Vallo di Diano:

“Dobbiamo restare uniti”.

guinzaglio

http://www.radioalfa.fm/tribunale-di-vallo-della-lucania-futuro-incerto-intervista-al-deputato-simone-valiante/

 

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L’epigrafe dei sindaci di Polla di ieri, oggi e domani

Il sindaco di Polla ieri ha svelato l’epigrafe dei sindaci di Polla dall’unità di Italia a oggi.

E anche oltre.

Eccola

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Stretta di mano (mancata) tra Pessolano e Imparato (IL VIDEO) 

Video esclusivo della stretta di mano tra Pessolano e Imparato.

Dubbi su chi sia Pessolano e chi Imparato.

 

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La vignetta di Curto: “26”

Antonio Curto non è solo un vignettista, è un ragazzo di Atena Lucana che con i suoi tratti di matita esprime emozioni. Ha ideato questa “pagina” per raccontare la tragedia delle 26 migranti arrivate morte al porto di Salerno

Si intitola “26”

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Chi di Spada ferisce…di giornalismo (vero) perisce

Non è stato “solo” un colpo di testa.

L’assurda, criminale, violenta reazione di Roberto Spada durante l’intervista di Daniele Piervincenzi è purtroppo “solo” la punta di un iceberg. A Daniele ovviamente solidarietà, abbracci e soprattutto l’attesa per il prossimo servizio.

Ma quello di Spada non è “solo” un colpo di testa.

E’ la punta di un iceberg. E Piervincenzi è, suo malgrado, un testimonial sanguinante di quello che accade quotidianamente a giornalisti nazionali e locali.

Quest’anno ho avuto la fortuna di conoscere Nello Trocchia, giornalista aggredito in Puglia per le sue indagini sulla mafia pugliese. Non ci sono immagini di quella aggressione e forse per questo ha fatto meno scalpore.

E proprio le immagini servirebbero per testimoniare quello che accade ogni giorno. Non solo violenza, non solo gesti criminali dei tanti Spada sparsi per l’Italia. Ma tanti piccoli gesti intimidatori.

Nel Vallo di Diano noi giornalisti, per fortuna, non dobbiamo affrontare famiglie mafiose come quelle di Ostia, o come altre zone “franche” italiane. Ma ci sono, ci sono le mafie, ci sono i momenti sgradevoli, ci sono persone che non vogliono entrare nelle cronache anche se uccidono quotidianamente, nei più svariati modi, questo territorio. “Fa parte del mestiere”, dce soprattutto chi questo mestiere non fa. E allora non infanghiamolo questo mestiere. Giornalisti per primi.

Scrivi di immondizia, di rifiuti che bruciano, di monnezza sotto terra? Ti chiamano e ti spiegano le “loro” ragioni. Magari nei loro uffici. Per fortuna in quell’occasione eravamo in due e ci siamo quasi “presi per mano”.

Scrivi di inchieste, indagini, di processi. Di disastri ambientali (per ora presunti). I giornalisti locali di tutta Italia, spesso, conoscono personalmente di chi scrivono. Purtroppo. E devi scegliere come fare questo lavoro. Scegli la strada dello scrivere? E arrivano “richieste” di licenziamenti, messaggi “simpatici”, consigli non richiesti. “Fatwe”, dicono i miei amici.

Scrivi semplicemente di politici che litigano tra loro, di sindaci che prendono decisioni “strane” e sono i sindaci stessi ad attaccare, sindacare, ad auto prodursi video, chiedere di essere a favore o di essere contro. Minacciare querele e invocare tribunali.

E poi ci sono i messaggi velati, gli insulti, i messaggi indiretti, gli amici di amici che ti consigliano cosa fare o meglio cosa non fare. Di solito “Fatti i cazzi tuoi” è il consiglio più gentile. Da Polla fino a Milano passando per Caltanissetta e ovviamente Malta. Non c’è zona franca. Purtroppo.

Ecco quello di Spada non è “solo” un colpo di testa. E’ un gesto che ogni giorno e in ogni dove, in Italia, si ripete in modi diversi. Piervincenzi è il nostro testimonial. Ma con lui, come lui, la testa va usata in un solo modo.

Per tenerla alta.

 

 

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Cavallone aspetta un… secondino

 

Cavallone contro i giornalisti del Vallo di Diano

“Li manderei tutti in carcere”.

A trovarlo.

Il carcere.

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