Trovare dio da un terrazzo: Pianoro di Ciolandrea

Questa storia può cominciare solo da un punto, da un momento, da un attimo: dall’esplosione di emozioni. Dalla rivelazione. Da quell’attimo in cui colori, sensazioni, odori, palpiti, rumori e silenzi deflagrano. Il momento in cui si guarda l’essenza del mondo. Il momento in cui ci si affaccia sul terrazzo da dove si può ammirare il punto esatto nel quale mare, terra e cielo diventano un tutt’uno. Diventano dio anche se sei ateo. È Pianoro di Ciolandrea, il balcone, il terrazzo, anzi, di San Giovanni a Piro su quattro regioni d’Italia.

È un tuffo per lo sguardo. Un tuffo volteggiante, con braccia aperte a mo’ di croce, la testa verso l’alto e il vento nei capelli. Un tuffo che fisicamente non fai, ma che senti dentro di te. Senti il vento. Lo senti appena gli occhi si gettano oltre l’orizzonte: la sensazione è difficile da spiegare, ma forse per questo straordinariamente stupenda.

L’attimo che vale il tutto, il viaggio, le curve, le poche indicazioni stradali, l’assenza di parcheggi o altre migliorie che arriveranno. Si spera

L’attimo si incastona nella mente, nel cuore. Un’esplosione, una deflagrazione. I colori che riempiono lo sguardo, le tonalità di azzurro, di verde, di bianco, di marrone, che pian piano si collocano nei loro spazi naturali. Nel mare, nel cielo, nella terra, negli scogli, nelle scie schiumose delle barche, nei fili di nuvole.

La fortuna di trovare una giornata limpida, anche se d’ottobre, aiuta certo. Anzi rafforza ancor di più la meraviglia. Fa caldo ma non eccessivamente, non c’è nessuna voce che rompa il momento. Le nuvole grigie sono alle spalle e di fronte ecco il paradiso. Se mai dovesse esistere. Le tonalità di azzurro conquistano il mare, dalla costa fino all’orizzonte, dove quasi in modo impercettibile si trasformano in celeste. Un bacio delicato quanto passionale quello tra mare e cielo. Le nuvole bianche tagliano il cielo, lo rendono simile a un quadro che magari avrebbe potuto disegnare Maria Dorotea di Sia, la giovane artista di San Giovanni a Piro scomparsa troppo presto e la casa Stella a lei dedicata dai genitori, non è molto lontana da questo luogo incantato. Per un attimo l’ho immaginata sulla panchine sul prato con vista mare raccogliere ispirazione. Incantesimo di un luogo magico, divino. La terra che fa da cornice ma che è al tempo stesso opera d’arte.

In lontananza Stromboli, la Sicilia, poi risalendo con lo sguardo lungo la costa ecco la Calabria, il Cristo di Maratea, la Basilicata, la Campania, il Sud che si mostra meraviglioso, si mostra per quello che è, che dovrebbe sempre essere. È un attimo, ma una deflagrazione che nel mio sguardo durerà una vita.

È Pianoro di Ciolandrea

Informazioni su La Mosca

Presunto(so) giornalista, in realtà disoccupato
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