Ignazio

L’ultimo chilometro è sempre quello più difficile, quello che non finisce mai. E stavolta non avresti mai voluto che finisse. Chiodi attraversano i quadricipiti, denti aguzzi di cane entrano nei polpacci, ma il traguardo è sempre più vicino, le fatiche della corsa, della lunga corsa di una vita, si fanno sentire. Giri la testa, guardi alle spalle, sorridi perché hai fatto una grande corsa e tanti ti seguono e nessuno è riuscito mai a staccarti davvero. Gli spettatori applaudono convinti, e tu, ancora una volta come sempre hai fatto, sorridi, alzi la mano e saluti. Il traguardo è a pochi passi, il tuo numero è ben visibile sul petto, lo mostri ancora una volta, orgoglioso e fai bene. Poi chiudi gli occhi, alzi le braccia al cielo e tagli il traguardo. Hai vinto ancora una volta. E stavolta continui a correre tra nuvole e stelle.

Si celebrano sempre i grandi atleti, si salutano come meritano perché sono stati esempi sportivi – a volte non di vita -, perché hanno dispensato emozioni, perché hai tifato per loro e quando hanno vinto, ti sei sentito vincitore anche tu. Ignazio esempio lo è stato davvero. Anche di vita.

E Ignazio grande atleta nel suo piccolo mondo lo è stato davvero. Ha corso quando la corsa non era di moda. La sua falcata ha superato gli sguardi stupiti e pieni di giudizi con agilità. Il suo sorriso ha coinvolto. Al suo fianco, spesso alle sue spalle, hanno cominciato a correre altre persone, altri atleti. Liberi di essere se stessi in un territorio che fagocitava pallone. Gennaro, Salvatore, Mimmo e lui, Ignazio davanti a tutti. Poi sono arrivati tutti gli altri. Centinaia. Ignazio quando correva salutava tutti, sorrideva anche quando la fatica lo circondava senza pietà. Lui con la corsa si sentiva libero e regalava libertà.

Ignazio questa mattina ha tagliato il traguardo della vita, ha corso la sua ultima gara, si è girato alle spalle, non ha visto avversari, ma compagni di un’avventura magnifica che è stata possibile solo grazie a lui. I muscoli hanno fatto male un’ultima volta, il fiato è mancato al termine dell’ultima fatica e con il petto ha tagliato il nastro finale. E si è sentito leggero come quando correva da solo. Ora il suo esempio continuerà a correre forte come quello dei grandi atleti.

Perché Ignazio era un grande atleta nel suo piccolo mondo.

Informazioni su La Mosca

Presunto(so) giornalista, in realtà disoccupato
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