D10

Il dio del calcio apparve quasi all’improvviso nel Vallo di Diano, in una fresca serata di circa 35 anni. Era il 1986. Un’illuminazione sulla via del sud, tra le ultime terre della Campania, che portò la gente, tifosi e non solo, a urlare al miracolo, quasi a stracciare le vesti se non fossero preziosamente vestite di maglie azzurre Napoli. O come quelle dei bambini e dei ragazzini: bianche ma con su un numero scritto con un pennarello: “10”.

Non era ancora il tempo delle maglie personalizzate, era il tempo dei numeri e in pochi potevano essere identificati solo grazie alle cifre. Il 7 di Best, il 14 Cruijff. E soprattutto lui: Maradona. Il Dieci. Dio apparve con il suo numero, il 10, i suoi ricci e il suo sorriso. Forse il numero non lo aveva indosso, aveva un giubbino di jeans e una maglietta ma per i suoi fedeli, e per i miscredenti che dovettero ricredersi, il numero era come una stimmate: c’era. Il suo angelo custode in quell’apparizione sul finire degli anni Ottanta fu il suo vecchio capitano, Beppe “Pall e fier” Bruscolotti, all’anagrafe nato a Sassano e nel mondo del calcio nella Pollese di Gerardo Ritorto prima del salto al Sorrento e poi al Napoli. Bruscolotti gli cedette la fascia da capitano per il secondo tricolore, gli cedette la sua terra per una notte magica.

L’apparizione del dio del calcio avvenne in diversi momenti, in un ristorante di Polla, al Margaret, dove pranzò con apostoli, ben più dodici, che lo adoravano. E non c’era alcun Giuda. Anche chi amava Platini cambiò per una notte la sua religione. E poi eccolo apparire nella scuola elementare con tutti i bambini delle elementari di Sala Consilina. Ridere con loro. Giocare con i quarantenni di oggi. Conobbero il dio del calcio in una palestra. E poi il club di Sala Consilina che era intitolato al vice presidente del Napoli, Gallo, originario di Padula, il suo consulente finanziario. Anche dio ha dei conti da tenere in ordine.

Pare apparve anche in altri paesi del Vallo di Diano, a Sassano e non solo. Sarebbe dovuto anche apparire in una manifestazione di piazza ma i fedeli erano talmente tanti che dovettero desistere. C’è anche chi dice di averlo visto palleggiare con San Michele o dribblare Sant’Antonio. Allucinazioni, forse. Follia pura. Anzi no, amore. Vero, puro. Oltre i colori, oltre la maglia. Le strade erano stracolme, i locali pure. Le lacrime d’emozioni di allora, ora sono quelle di tristezze nel Vallo di Diano. E ovunque. Perché quell’apparizione è stata raccontata per 40 anni da queste parti. Ci sono le verità, le fantasie, le storie verosimili. E ci sono le leggende su quella visita di Maradona e del suo fido angelo Bruscolotti che fece sentire il Vallo di Diano, almeno per una volta, paradiso. Aveva appena ospitato il dio del calcio. E se ne sarebbe parlato per decenni.

Forse per sempre.

Informazioni su La Mosca

Presunto(so) giornalista, in realtà disoccupato
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