Altra velocità

Il Vallo di Diano si sgretola. Giorno dopo giorno. Lentamente.

Velocemente i giovani lasciano le proprie terre, le proprie famiglie. Lentamente si spengono gli ultimi anziani, lasciando un deserto sotto i piedi. Economico e di voti. Di sentimenti e di lavoro. Velocemente hanno tolto il Tribunale, tanto la Giustizia pur se poi va lenta nella terra degli Ultimi poco importa. Lentamente, quasi con sadismo da torturatori, l’ospedale tende a morire.


E’ un’altra velocità di cui ha bisogno un territorio di periferia. Un’altra velocità di pensiero, di solidarietà, di non piegarsi alle logiche dell’abbandono. L’Alta – senza “r” – Velocità al di là del progetto e della – per ora – non prevista fermata (sulla quale magari concentrarsi su eventuali lotte) ha ridato entusiasmo a 60mila persona. Ma non per il progetto in sé. Non perché una treno a tutta velocità possa far tornare improvvisamente il commercio a Trinità di Sala Consilina, il Tribunale, il Carcere, la scuola di infermieri a Sant’Arsenio e Polla (con un sussulto al mercato degli affitti), gli oltre mille badge all’ospedale, i reparti scomparsi, e via dicendo, ma perché ha fatto sentire a 60mila orfani la voce di una famiglia.


“Oh cazzo, si sono ricordati di noi. Esistiamo”. Ora spiegare che Rfi non sa dove sia il Vallo di Diano, tranne che per quella spina sotto il piede che è la Sicignano-Lagonegro, non è il caso, perché sarebbe come raccontare a un bambino, il 23 dicembre, che Babbo Natale non esiste. (E ovviamente, se ci credi, esiste).

Ma un semplice interesse verso il territorio ha ridato voglia di sorridere al sole che albeggia, al monte che incornicia il territorio. Ben inteso, un messaggio di speranza, che dovrebbe essere seguito da un libro di cose da fare. Di opportunità di lavoro (in bianco e pagato il giusto) da offrire, di favoritismi da evitare, di possibilità di puntare semplicemente su stessi.
Ecco il Vallo di Diano ha bisogno di un’Altra Velocità, di capire che un altro mondo è possibile, che la Politica sappia essere per una volta lungimirante, e che sappia coltivare quell’entusiasmo che è ben altra cosa rispetto a promesse populiste.


Rispetto a tante persone che esprimono opinioni su presunti dati certi – magari surfando su onde politiche o amicali – non so cosa accadrà, credo che l’Alta velocità con fermata sarebbe un’opportunità ma non la soluzione affinché il Vallo di Diano muoia più velocemente di quanto sta facendo.


Ecco dobbiamo capire quale sia la velocità del Vallo, capire che marcia ingranare e non sperare solo che un fischio di un capostazione possa svegliare il mondo che ci circonda. Certo è che sentirsi “nominati come popolo valdianese” ha dato un pizzico di voglia di sorridere all’alba anche a me.

Informazioni su La Mosca

Presunto(so) giornalista, in realtà disoccupato
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...