Lei

L’inferno appare dietro il buio. O forse è proprio questo buio l’inferno. Un buio intenso e accecante, unico proprietario del vicolo cieco dove mi sono infilato. Non ricordo neanche quando abbia fatto il primo passo in questa oscurità. Sarò stato adolescente, forse. Volevo fuggire dal mio paese eppure ci restavo intrappolato. Davo le colpe a confini troppo stretti, per trovare un colpevole, una scusa, per crearmi un nemico da abbattere con una sola arma: Lei. Le colpe le davo alla famiglia, alla vita, all’amore. Giustificazioni sgretolate nel tempo. Nel corso degli anni. Nei passi corti e traballanti in questo buio che mi circonda. Anni di oscurità. La prima volta è stata con l’amico, la seconda con alcuni compagni. L’ultima non ricordo con chi, eppure è stata pochi minuti fa. Poco prima di questo ultimo passo. Vedo la gamba andare avanti ma non sono io a guidarla. Vaga. Vago. Ora non sto male, finalmente sento un brivido di felicità. Dura sempre meno, non è più un brivido, è un briciolo. Ma forse non è neanche felicità. E’ vita, briciolo di vita, perché per il resto del tempo mi sento un morto. Affamato di Lei. Pensavo di essere rimasto da solo e invece in questo vicolo dal buio accecante ne sento tanti altri, sento voci giovani, ragazzi come me trent’anni fa. Fanno i miei stessi passi, potrei fermarli ma non mi frega nulla di loro. Ho in mente solo Lei e se loro possono aiutarmi a trovarla, li porterò nell’inferno con me. Ho smesso di avere sentimenti, non mi sono accorto manco quando. Ogni tanto ho un rigurgito di umanità e vorrei dire di smettere, a loro e a me. Lo vomito quel rigurgito e continuo a vagare in questo buio allo stesso tempo terribile e confortante.

Poi arriva la sera, credo sia sabato ma ho perso anche il conto del tempo. Parcheggio, la strada la conosco. Ma potrebbe essere qualsiasi altra strada. Ho perso il senso del luogo. Il buio lo vedo già avvolgermi, come nebbia, meno fredda, però. Sento che oggi è ancora più oscuro del solito, sarà una impressione, sarà che oggi Lei è ancora più amara. La provo, la bacio, la fumo, la sento scorrere nelle vene, impadronirsi dei polmoni. Chiudo gli occhi, ho bisogno di quel briciolo di vita che solo Lei, ormai, sa darmi. Aspetto. Invano. Non mi dà felicità. Il buio è ovunque. Questa notte, Lei ha deciso diversamente. Non mi dà il briciolo di vita. E in verità questa notte mi ha tolto anche la Vita. Ed è buio per sempre.

Informazioni su La Mosca

Presunto(so) giornalista, in realtà disoccupato
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