La notte dei vaccini

C’è la mamma che porta il figlio e si fa anche lei il vaccino. Ci sono decine di mamme e qualche papà che accompagnano figli adolescenti come se fosse un concerto. C’è Anna, 12 anni che affronta “un po’ di paura” e poi si vaccina mentre mamma e papà aspettano fuori. C’è Angelo, volontario (e capo) della protezione civile Gopi di Polla che fino alle 2 di nottee, lo ha fatto per 12 ore, snocciola nomi su nomi. Placa gli animi e ogni tanto, spesso, grida. Ci sono i suoi volontari, instancabili. C’è Francesco, vigile urbano, che stacca il turno dopo 12 ore, ma non lascia il posto fino a quando la situazione non si tranquillizza. C’è Gerardo che non smette di fare iniezioni. Così le sue colleghe e colleghi. C’è Federica che vaccina se stessa e Martina, la piccola che porta in grembo. Gioisce. E poi c’è ancora una signora di circa 70 anni che aspetta il suo turno con pazienza seduta su una panchina, tra centinaia di giovani in attesa, senza che però il suo nome arrivi (per un errore veniale) e allora la volontaria della protezione civile la nota e la va a prendere: “Non mi dite nulla ma la signora la porto a vaccinare”. E giù applausi. Da tutti. E ancora: fidanzatini mano nella mano, amici in gruppo che attendono mangiando una pizza, fratelli e sorelle che sorridono. C’è chi lo fa per “poter guardare la Salernitana”, chi “per star tranquillo”, chi “per tornare alla normalità”. Sono questi alcuni quadri della giornata dedicata ai vaccini, anche in notturna, all’ospedale di Polla. Prima i convocati, poi i resti (non proprio un open day) e coi “resti” che sono centinaia di ragazze e ragazzi provenienti da tutto il Vallo di Diano e che si sono iscritti su dei fogli dal primo pomeriggio. Non proprio tutto corre liscio tra assembramento, lunghe attese, nomi che scompaiono, altri che appaiono, proteste di chi iscritto da tempo non viene ancora chiamato e che non vuole vivere giornate di attesa così. Alla fine, però, c’è soprattutto quella voglia di uscirne, di tornare alla normalità, di vivere serate così non per il vaccino ma per vivere una vita che manca da quasi due anni.

Informazioni su La Mosca

Presunto(so) giornalista, in realtà disoccupato
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