Un Vallo di Cultura: “Si Quaeris Miracula”

 

 

 

 

Permettetemi di raccontarvi le emozioni che ho provato guardando uno spettacolo teatrale che si tiene nel convento di Polla da circa un anno con grande successo. Lo spettacolo è itinerante e si sviluppa nella meravigliosa cornice del santuario di Sant’Antonio a Polla. Anche nel Vallo fare “Cultura” pur con mille difficoltà è difficile. Lo dimostra Artificio (la compagnia di questo spettacolo). Lo dimostrano attori di calibro come Giancarlo Guercio o Enzo D’Arco.  E tanti altri che spero di potervi presentare prossimamente.  

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Una, dieci, mille frecce, scagliate al cuore. Alla pancia. Si conficcano veloci nel cervello. Sono sensazioni, sono reazioni a quadri, a immagini, a parole. Sono lacrime. Di gioia e di emozione. Di fede, di Storia. La voce, le voci, si fanno percorso. Le mura ondeggiano, svaniscono, ritornano. E intanto l’orologio cambia marcia, le lancette corrono in dietro. Veloci. Sempre più veloci. Il tempo è quello lontano. E’ il passato. Ma è vivo, è vicino, è qui. E’ il tempo che ci regalerà questa storia fino ai giorni nostri. Una voce, la Voce, ci dà il benvenuto. E’ profonda, è la spinta nel passato. Le mura ondeggiano, svaniscono, ritornano dietro una porta in legno pesante. Il varco tra oggi e ieri. La superiamo. Una figura, un frate, ci guida. Sembra un fantasma dai contorni sbiaditi. Aleggia più che cammina, rievoca più che racconta. Ma è talmente concreto da farti cambiare realtà. Sì, siamo nel passato. Il convento diventa ancor di più Storia. Il convento mostra la sua anima. La sua anima canta. Sospira. Il Convento è Polla. Ed ecco le scene che furono che fioriscono davanti agli occhi increduli, bagnati. E sono quadri. Sono pennellate intriganti, ricordi emozionanti. Polla rivive la sua Storia. Quadri indescrivibili se non visti. Pennellate talmente profonde che vanno vissute per innamorarsene. Quel rosso fuoco, rosso tentazione che si mescola al ligneo marrone della Croce. Della Passione. E della passione terrena che viene scacciata. Il chiostro vigila sulla scena, anzi l’abbraccia. La sostiene, la vive. E’ la scena. Poi ritorna il frate fugace. Si sente aria nuova, si assapora profumo di cucinato. L’anima del convento continua a cantare. Ma ora si mangia. Ci si riempie stomaco e cuore nel sentire quel cuoco rivivere il suo vissuto. Viviamo con lui. Gustiamo con lui. Leggiamo con lui ricette che furono. Storia. Di cucina, ma sempre Storia. Tradizione. Quello che eravamo, siamo. Altra pennellata, altra scena. I frati dal volto amico illuminato da luce eteree ti stringono, ti sostengono. Ti confondono. Il convento ti è dentro. Il convento sei tu. E poi la chiesa. Ti ubriachi di colori, ti inebri di occhi santificati, ti innamori della forza creatrice dell’Uomo. Quella forza che ha sapore divino. Il pittore racconta i suoi tocchi, la sua Arte si espande e ti avvolge. Il cuore palpita, rivive emozioni antiche. Emozioni già vissute. La sua musa ispira lui e te. Il solaio diventa tela, il pittore braccio di Dio. Ogni tassello è un incanto, ogni incanto è un colpo di pennello al cuore. Il pittore vola via, arriva il corteo. Arrivano i nobili. Storia di Polla che si fa sfilata. Poi la rinuncia. La grande rinuncia. L’amor Celeste per il potere, la Croce per lo scettro. Un abbraccio: l’addio; un abbraccio: il benvenuto. Il signore diventa umile, il nobile è frate. La Storia è davanti agli occhi. La porta si riapre. Stavolta è quella della chiesa, i muri si dissolvono e ricompaiono. Il passato torna presente. La Storia ora è dentro di te.

E’ “Si Quaeris Miracula – la magnifica historia di Sant’Antonio de la Polla“. E’ la Storia, una storia, di Polla.

Le prossime date dello spettacolo itinerante al convento di Sant’Antonio sono il 7, 8, 22 e 29 dicembre. Lo spettacolo inizia alle 19. Occorre la prenotazione a questo numero 347-1887416. Il contributo per l’ingresso è di 10 euro. 

Informazioni su La Mosca

Presunto(so) giornalista, in realtà disoccupato
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