Il giornalista eroe e quello del mercato rionale

Giancarlo Siani era un giornalista. Precario. Ogni giorno guardava negli occhi coloro di cui scriveva. Aveva paura ma scriveva per rispetto di sé e degli altri. E per amore di un territorio, di un mestiere e della verità. Siani è uno dei motivi per cui scrivo. Guadagnava poche lire ad articolo e la carriera non era l’obiettivo principale. E’ l’unico giornalista ucciso dalla Camorra. Lo hanno ucciso perché aveva saputo leggere e quindi scrivere dinamiche camorristiche nascoste ai più.

L’esempio di Siani continua a vivere nei precari, negli amanti della verità. In chi fa il giornalista nel vero senso della parola. Vedere Saviano sulla sua auto, un po’ mi fa male, ma anche il ricordo a volte deve chinarsi al dio Marketing. Onore a Siani e a tutti i colleghi casertani e campani che ogni giorno combattono sul campo. Saviano ha qualche merito. Ma non tutti quelli che ogni giorno gli piovono addosso.

Siani vive.

Informazioni su La Mosca

Presunto(so) giornalista, in realtà disoccupato
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