Orgoglio e Giustizia

falcone e borsellinoLe commemorazioni rischiano di essere fini a se stesse se al tramonto del sole l’oscuro invade anche la Memoria. Quando furono uccisi Falcone e Borsellino avevo poco più di 10 anni, ma ricordo quelle ore, quelle immagini, gli occhi di mio padre. Non avevo certo colto quanto avvenuto, ho tentato di farlo con il passare dei giorni, degli anni. Leggendo, ascoltando, chiedendo. E capendo che molto non è stato compreso. Non solo sui fatti, su chi ha aiutato la Mafia, sui giochi di potere e sugli affari tra politici, colletti bianchi e criminali ma anche da chi, riempiendosi la bocca e non i cuori di commemorazione, pensa alla Giustizia come un’immagine vacua. Vuota. Chi giustifica il malaffare, chi onora, facendo benissimo, i morti, gli eroi, ma poco fa per chi ancora combatte in prima linea. Le ipocrisie diventate ancor più evidenti ai tempi dei social.

Falcone e Borsellino e gli altri giudici che sono stati ammazzati nel nome della Giustizia, del giusto, per far vincere i buoni, sono le stelle polari del nostro cammino. E sono in tanti, i magistrati, che quella stella la seguono. L’intervista più emozionante della mia carriera l’ho fatta a Catello Maresca, devo essere sincero. Ma poi guardo fuori dalla finestra del mio balcone, vedo il centro storico di Polla e mi accorgo che gli esempi spesso sono più vicini di quanto si immagini: Francesco Curcio.

francesco curcio

E’ il nome di un magistrato di Polla. Ha girato l’Italia nel nome della Giustizia. Da qualche anno è diventata la guida della Procura di Potenza. Dall’altra parte della montagna che divide il mio paesello dalla Lucania, che isola felice non è. Da qualche anno, da quando il “Giudice” come lo chiamiamo a Polla, è arrivato a Potenza tira un vento, diverso. Sono stati arrestati i mafiosi che facevano malaffare in Basilicata, sono finiti sotto indagine assassini di Madre Natura. Sono state squarciati veli sui magistrati corrotti. E il Giudice – che vive a pochi metri dalla casa dell’altro giudice, Rosario Priore, anch’egli di Polla e noto per le indagini su Ustica – in silenzio, con la barba eternamente incolta, gli occhi vivi e il sorriso di chi sa guardare oltre, sta portando una ventata completamente nuovo in Basilicata. Una ventata di Giustizia e speranza. Carabinieri e polizia lavorano bene con lui, lo so per certo. E una ventata che dovrebbe trasformarsi in orgoglio per la provincia di Salerno, per il Vallo di Diano, per Polla, per chi davvero ama la Giustizia.

Ecco, onorare gli eroi Falcone e Borsellino, per me, significa ricordarli e ritrovare chi porta avanti la loro anima e il loro messaggio, con gesti concreti. Come Francesco Curcio, il “Giudice”, pelle sempre abbronzata, viso da attore degli anni ’50, quelli dei film in bianco nero, ghigno alla Gassman ne “Il sorpasso”, e soprattutto un senso della Giustizia che diventa o meglio deve diventare Esempio.

Informazioni su La Mosca

Presunto giornalista, in realtà disoccupato
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