La nonna e la bambina

nonna e bambina

Mariarita. Undici anni. Un sorriso mesto da giorni, da quando il virus è entrato nella sua vita. La paura che attanaglia la famiglia. Ma Mariarita è forte, ha il cuore da combattente, come la mamma, e quella mestizia dal sorriso la vuole togliere. Al più presto.

Teresa. Novantaquattro anni. La paura negli occhi da quando il virus ha “sfondato” la porta della casa di riposo. Il terrore di non farcela, troppi anziani non ce l’hanno fatta e Teresa sa che è a rischio. Lucida e determinata. La paura va scacciata, Teresa ha un cuore da combattente e quel terrore è da distruggere. Al più presto.

Mariarita. Undici anni. Vuole tornare a giocare spensierata, vuole correre senza paure. Vuole abbracciare mamma e papà.  Il fratellino. Gli altri amici. Il virus si è intromesso, bastardo, nella vita di una bambina. E non vuole uscirne.

Teresa. Novantaquattro anni. Vuole tornare dai suoi cari, dai suoi amici della casa di riposo. Vuole abbracciare i propri giorni futuri da vivere, ognuno, con passione. Il virus si è intromesso, bastardo, in ogni sua ora. E il buio sembra invadere il futuro.

Mariarita. Ragazzina con sogni d’adulta non demorde. Resiste, lo batte il virus e toglie la mestizia dal sorriso. Sorride e basta. Felice.

Teresa. Nonnina con pensieri da ragazzina non molla. Resiste. Il virus lo sconfigge, toglie il terrore dalle ore future. Medici e infermieri la salutano commossi e ammirati. Teresa sorride. Felice.

La vita è più forte delle paure, è più potente del buio. E così, ieri, Mariarita e Teresa metaforicamente si sono prese per mano e insieme sono uscite da quell’incubo che ha portato lacrime e paure. Morte e disperazione.

Le immagino, in fondo al tunnel, il fascio di luce che le abbraccia, le inonda, loro due mano nella mano, che ritornano a guidare i loro giorni. Loro due, la nonna e la bambina, che diventano simbolo di quanto la vita sia meravigliosa.

Informazioni su La Mosca

Presunto giornalista, in realtà disoccupato
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