Punto.

punto

Improvviso, dietro un angolo appare. Gli occhi si sbarrano, le mani si alzano di riflesso, quasi a mo’ di resa. O forse non è una resa, è semplicemente il finale. Il tuo finale. Non è come lo immaginavi, non l’avevi neanche mai immaginato nella sua interezza, a dir la verità. Un punto alla tua vita, improvviso ma che imprimi tu, con forza. Rimarcando la prima vera scelta della tua esistenza. Quella definitiva.

Non volevi metterlo sul serio quel punto. O meglio, a volte ci hai anche pensato. Arrivava sfuggente il pensiero, partendo da chissà quale angolo della mente. Perché non mettere un punto così da non affrontare il resto della frase, il resto della pagina. Per non confrontarsi con la prossima pagina bianca, tutta ancora da scrivere. Sai che quella pagina desideri scriverla come vorresti tu, con caratteri cubitali, con parole che piacciono solo a te, con progetti che non reggono su basi forti ma cazzo vorresti che reggessero lo stesso. Quella pagina bianca fa più paura del punto che appare nella tua mente. Scuoti la testa, cancelli il punto e affronti la pagina bianca. Ancora una volta.

Poi le pagine bianche diventano troppe, quello che vorresti scrivere immensamente impegnativo, i sogni si sgretolano con una facilità incontrollabile. Impossibili da realizzare, e allora stavolta non scuoti la testa quando arriva l’idea del punto. Raccogli una matita e pigi con forza e disperazione su quel punto, quasi fino a rompere il foglio, stringendo con tutto il pugno la matita appuntita. Lo trovi d’improvviso dietro un angolo il coraggio di farlo. Di mettere il punto, di far terminare le pagine bianche, di respingere i rimorsi di lasciare frasi sospese e parole amiche. Di lasciare pagine d’amore che hai scritto e che potresti continuare a farlo. Lo fai, lo hai scelto e non c’è niente o nessuno che stavolta può cambiare il tuo mondo. Hai messo un punto. Hai messo il punto e con una lacrima, e con un sorriso, penetri il foglio.

Punto.

Informazioni su La Mosca

Presunto giornalista, in realtà disoccupato
Questa voce è stata pubblicata in giornalettismi, La Mosca bianca. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...