Che cosa è la libertà

uscita

Io già me lo immagino quel momento, quel fatidico momento. Quel momento che tutti noi bramiamo.

La porta che si apre lentamente, un raggio di luce che impertinente annuncia ciò che sta per avvenire, un preliminare che ci eccita. Il raggio ci colpisce, sull’occhio sinistro. La nostra mano destra è poggiata sulla maniglia. Abbiamo un guanto, non ne sentiamo il contatto ma poco conta, sta per arrivare il momento. Il Grande Momento. Ci voltiamo un attimo, la testa punta al nostro divano. Quel cuscino che ha preso la forma delle nostre natiche, fra cuscino e sedere è nata una fantastica storia d’amore durata tutta la quarantena. Ma lasciamo cadere la malinconia, il romanticismo. E’ il momento, cazzo. Tiriamo ancora un po’ la porta verso di noi, il raggio si ingrandisce, colpisce tutto il nostro volto non solo l’occhio e allora – voltiamo ancora la testa per proteggerci – e ritroviamo il televisore che tanto ci ha accompagnato in questi due mesi. Ci guardavamo come giovani innamorati durante una fresca serata lungo le strade di Parigi senza toglierci mai gli occhi di dosso. Amore e passione. Scuotiamo la testa, non è il momento di lasciarci andare alla tristezza del distacco. Apriamo ancora di più quella porta e cominciamo ad assaporare il Grande Momento dell’Uscita. Il sole colpisce anche la pancia, la riscalda. L’altra mano inguantata istintivamente si poggia sul ventre un bel po’ più prominente di qualche mese fa. E una calamita ci fa girare di nuovo. Stavolta superiamo il divano, saltiamo la televisione e arriviamo con lo sguardo direttamente alle calamite. Quelle che vivono una vita propria sul portello del frigorifero. Quel frigorifero che ci ha accolto a ogni giorno dell’ora e della notte con una freddezza tanto calda da farci innamorare di ogni suo aspetto, di ogni suo sportello, di ogni suo alimento, con una passione che ha saputo unire il dolce con il salato, che ci ha fatto mangiare la Nutella e poi una fetta di prosciutto crudo acquistata una settimana prima. Scende una lacrima dai nostri volti. Distogliamo lo sguardo, togliamo la mano dalla pancia e spalanchiamo la porta. Il sole ci inonda, ci riscalda, ci fa sorridere. Stiamo per poggiare il piede all’esterno. E’ un momento fatidico, lo viviamo lentamente come se fossimo gli astronauti di Apollo 13, lo abbiamo visto su Sky dopo aver visto tutte le serie su Netflix, ancora questa malinconia cazzo, stiamo per poggiare il piede con ancora la mano sulla maniglia e ci lasciamo prendere dalla nostalgia. E allora eccolo il momento che tanto aspettavamo, il momento della scelta. Stringiamo la mano e… sbattiamo la porta con forza. Sbam!

Finalmente.

Finalmente siamo Liberi. Corriamo verso il frigorifero, lo abbracciamo, lo apriamo, mangiamo l’ultimo wurstel che giace in fondo a destra da tempo immemore, poi saltiamo sul divano con rinnovato vigore nonostante i dieci chili in più, accendiamo la tv e anche NetFlix, bramosi di farci perdonare di essere stati tentati dal fuggire, li guardiamo beati. La quarantena è finita, ma vuoi mettere restare a casa, nella nostra casa, con il frigorifero, il televisore, il divano che ci coccolano. E’ arrivato il Grande Momento di Scegliere.

E stavolta restiamo a casa per scelta. Siamo finalmente liberi di farlo.

Informazioni su La Mosca

Presunto giornalista, in realtà disoccupato
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