Domani

alba*

Non ho mai visto l’alba così lontana da perdersi nel buio della notte. O almeno, non ho mai ignorato il momento in cui potesse tornare a scardinare il nuovo giorno. E non sapere quando sia domani rischia di diventare un fardello difficile da sopportare. Un fardello che schiaccia umori e pensieri. Che fa paura.

Eppure quel domani ci deve spingere ad andare avanti, a programmare il futuro, ad affrontarlo nonostante i problemi che piomberanno violenti su di noi. Ma il domani così lontano deve essere una meta e non un fardello e pensare a come saremo, domani, è un modo di affrontare la notte.

Domani sarà tutto diverso, avremo gli stessi vizi e gli stessi difetti probabilmente, ma avremo anche una voglia di vivere che forse, prima dell’ultimo tramonto, non avevano più. Domani non dovremo dimenticarci della notte, delle piccole cose che ci sono mancate, della voce di un amico, dello sguardo complice con le persone care, di un caffè assaporato oziosamente al bancone.

Domani lo immagino più lento, più da bagno in una vasca schiumosa che da doccia veloce. Un domani più da pranzo della domenica in famiglia (quanto mi manca) che da panino al fast food, mordi e fuggi. Un domani da gustare, lentamente, con movimenti morbidi e occhi curiosi.

Ecco penso così al domani. Agli abbracci rimasti orfani da troppo tempo, alle strette di mano che bramano di tornare a vivere. Agli sguardi che finiranno di perdersi nel vuoto. Penso agli abbracci con tutti, magari con qualcuno dopo qualche ora perché non dimentico chi nella notte ha spento le stelle della solidarietà e della vicinanza. Ma sarò tanto felice dell’arrivo dell’alba che li abbraccerò lo stesso.

Domani arriverà e subito poco dopo l’alba dovremmo guardare indietro verso la notte, vedere chi nella paura ha perso il lume e cercare di aiutare a riaccenderlo quel lume. Consci però che qualcuno di loro, il lume lo aveva spento anche ieri. Anche prima della notte. Consci che a essere ingabbiati dalle catene di Sant’Antonio o dal tifo a prescindere lo sono sempre stati. Ma domani vorrò rivedere anche loro e magari tornare a discutere di problemi che fino a ieri sembrano insormontabili e che sciocchezze sono. Che goduria che sarà parlare con loro.

Non so quando arriverà domani, l’alba sarà calda e lucente ne sono certo, e avrò, avremo voglia di viverlo in pieno. Di vivere le cose che riteniamo giuste, di non rimandare quello che avevano rimandato. Domani sarà migliore? Non so, forse no, ma sarà diverso. Sarà senza persone che non abbiamo potuto salutare, scomparse nella notte, sarà con la consapevolezza che chi, ieri, ha trascurato un territorio dovrà riscattarsi, sarà con l’adrenalina di ritrovare un futuro da costruire. Ecco domani sarà così. Sarà disegnato con le persone che avremmo voluto sentire nella notte e non lo abbiamo potuto fare. Sarà colorato da sorrisi ritrovati. Sarà nostro e sarà nuovo. Quando arriverà. E arriverà.

Poi ci dimenticheremo della notte, del domani e dopo domani rischieremo di dimenticare la lezione. Ecco che il domani non sia mai dimenticato così come questa notte buia.

Domani, potrà anche far paura, ma sarà stupendo. Sarà una rinascita. Da non sprecare.

 

*Foto Roberta Franco

Informazioni su La Mosca

Presunto giornalista, in realtà disoccupato
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