Il segreto dell’Arcobaleno

arcobalerno

Rosa ha sempre visto il mondo a colori. I suoi colori. Le emozioni, per Rosa, non hanno avuto solo nomi ma tonalità. E così ha sempre cercato di raccontarlo, a chi la circonda, il suo mondo. O il mondo e basta. Soprattutto a chi si assopisce nel grigio della noia. Sì, pensa Rosa, che il colore lo porta nel nome da quando è nata, la sua missione è colorare il mondo. A maggior ragione ora che il Nero della paura sta conquistando il mondo.  Non il suo, ma quello dove da tempo è stata inviata.

Rosa è venuta al mondo in una notte verde. No, non era una notte strana, ma solo quella dell’aurora boreale, quella di lassù al nord, dove Rosa, toccò per la prima volta la terra. O almeno dove Rosa conserva il suo primo ricordo. Fu lì che catturò, il primo colore. Lo fece d’istinto, senza sapere il perché. Lo face perché Rosa venne al mondo, è il caso di dire, già bambina. E già con un sacco sulla spalla di paglia con all’interno uno strano bigliettino “Devono essere sette”, c’era su scritto. Verde speranza. Per lei era la speranza di continuare a vivere a colori la sua vita.

Rosa girava per il mondo con il suo colore verde ben conservato nel sacco e camminava senza una meta. Quando passò la notte, e guardò il verso l’orizzonte una strana luce la attirò in modo sublime. Dovette mettersi la mano davanti agli occhi per evitare di accecarsi. Poi vide la cosa più bella che aveva mai vista. Sentì delle persone chiamarlo Sole. Un sole Giallo. Giallo vita. E lo prese, lo mise nel sacco che cominciava a illuminarsi.

Era felice, Rosa, di come procedeva il suo cammino. Incontrava persone e vedeva gente. Uno che incontrò aveva uno strano vestito, bianco. Purezza. “Da dove vieni?”, gli chiese. “Dal mare”, rispose fischiettando, “sono un marinaio”. “Il mare? Voglio vederlo”. Si sentì attirata come se fosse una calamita. E camminò fino ad arrivare alla spiaggia e vide quel mare piatto e meraviglioso. Splendeva di blu. Blu infinito. Il blu dell’ottimismo. E lo prese subito quel colore. Doveva portarlo con sé. Assolutamente.

Rosa sorrideva. E correva in un prato, verde come l’aurora, correva forte come solo le gambe di una ragazzina possono permettere. A un certo si fermò, attratta da un puntino, che le rapì la coda dell’occhio. Era un fiore. Stava ergendosi tra fili di prato. Un gambo verde intenso e dei petali di un colore emozionante tanto fosse puro. Un violetto intenso. Rapiva. La Forza. Pensò Rosa. Raccolse quel colore e lo infilò nel sacco. Fece un passo e sentì la vibrazione scorrere il sacco. Si fermò, lo apri, e notò un nuovo colore, nato dall’abbraccio tra Violetto e Blu: l’Indaco. L’Indaco come la rigenerazione.

Capì allora che doveva creare qualcosa di mai visto. Rosa quando vide la rinascita capì perché era stata messa al mondo. Doveva creare un sorriso. Per tutti.

Era felice, Rosa, di aver compreso la sua missione. Anche se sentiva qualcosa che incombeva o sul mondo. Il nero della paura per qualcosa di misterioso che non voleva che realizzasse il suo compito. Che voleva spegnere quel sorriso. Il Nero avanzava tra indifferenza e cattiveria.

E allora a quel punto Rosa capì che doveva chiedere aiuto, aiuto a tutti i bambini e le bambine che aveva conosciuto nel suo percorso. “Colorate il mondo con i miei colori”. Ma i cinque da lei catturati non bastavano. Qualcosa non andava per il verso giusto. Si ricordò del bigliettino. “Devono essere sette”. Ne mancano due. Correva all’impazzata sapendo che il tempo stava terminando, che la paura stava per vincere. Il Nero era ovunque oramai. Stava per catturare anche lei, fu salvata da un ragazzo nascosto dietro un angolo. Aveva un cappello in testa. Lui appena la vide glielo regalò per proteggerla dal Nero. La sua chioma catturò lo sguardo di Rosa. I suoi capelli Rossi erano la passione per la vita. Si innamorarono subito e Rosa prese il suo colore e lo poggiò al petto. Sentì la vibrazione ancora far muovere il sacco. E vide il colore nato dal loro amore: Arancione. Era sette i colori. Rosa rise come mai prima e la curva della sua bocca aveva tutti e sette i colori.

L’arcobaleno che cominciò a scacciare il nero dal mondo. Le bambine e le bambine aggiunsero gli ultimi due colori e dipinsero il proprio mondo di arcobaleni. Insieme. Fu così che scacciarono il Nero e vissero per sempre felici, contenti e colorati.

Informazioni su La Mosca

Presunto giornalista, in realtà disoccupato
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