La favola di Natale 2019. Gennaro l’eroe. E i suoi aiutanti

COVER_DEF.jpgTutto ebbe inizio in un freddo 29 ottobre. Gennaro venne alla luce tra pianti e sorrisi, come ogni bimbo che si rispetti. Ma non sapeva, il nostro protagonista, di essere un eroe. Di essere come una formica, forte e tenace.

Lo saprà dopo. O ancora non lo sa e continua a esserlo.

E’ un eroe e da vero eroe neanche nella giornata di oggi vuole lasciare i suoi amici del Bambin Gesù. Si, è vero, aveva scritto a Babbo Natale per tornare finalmente a casa e trascorrere il primo Natale a casa coi suoi, ma Santa Claus ha deciso che dovrà restare ancora un po’ con i suoi amici per dar loro la forza di resistere.

Tutto ebbe inizio, dicevamo, in un freddo 29 ottobre del 2018 che – a dir la verità – subito si scaldò di fronte a quegli occhi grandi come perle. E all’inizio gli Dei della rarità lasciarono stare un po’ Gennaro, il nostro eroe in miniatura. Gli fecero gustare i piacere dell’essere un bebè normale, quasi con la malignità di fargli sapere cosa potesse perdere. Se non fosse stato Gennaro l’eroe, ovviamente.

Dopo un mesetto, ecco il primo cenno, il primo ghigno degli “Dei della cattiva rarità”. Gennaro pian piano comincia a diventare giallo. I pediatri, all’inizio, dicono che è ittero fisiologico che passerà. Ma ci sono degli aiutanti nella storia del nostro piccolo guerriero della Luce: sono mamma e papà. Capiscono che qualcosa non va e allora non cedono di un passo e a Lagonegro trovano il problema che gli Dei maligni della rarità hanno riversato su Gennaro: l’atresia delle vie biliari. Gennaro praticamente non ha i tubicini all’interno del fegato dove passa la bile per andare nell’intestino. Un bel guaio per un bambino che a soli 40 giorni di vita dovrà effettuare un primo intervento. La nostra storia ci porta al 19 dicembre quando un bebè che ha la forza di un gigante entra in sala operatoria per la prima volta per effettuare un intervento assai delicato. Che non tutti … bhe avete capito. Anche gli eroi più forti rischiano. Ma Gennaro ha una vitalità innata, stupenda. Invadente e coinvolge genitori e sorellina, parenti e amici. Sono tutti più forti grazie a lui.

Tuttavia il nostro eroe ha bisogno di un altro aiuto per battere il Male, un fegato nuovo ma a quell’età come potrebbe fare. Già come potrebbe fare? Alza gli occhi il piccolo e guarda negli stessi, ma più grandi, del padre. La nostra favola al giorno quando prima il suo papà e poi Gennaro entrano in sala operatoria, un intervento lunghissimo perché in sala operatoria sono insieme e la mamma vive ore d’ansia fuori. Ma gli eroi sono due, il papà, infatti, nel frattempo ha cambiato stile di vita e il suo fegato è perfetto. L’intervento riesce perfettamente. Le sfide però per il nostro immenso Gennaro non terminano qui. Deve affrontare ancora, con gli uomini in bianco che forse lui vede come nemici ma che lo aiutano nel far ardere quella scintilla che gli brucia dentro, sfide complesse. E’ un anno arduo, il primo di vita di Gennaro. I muri dei dei maligni aumentano e Gennaro aumenta la forza per abbatterli, distruggerli, annientarli. E’ un supereroe come quelli dei fumetti, è un esempio per chi lo vive e per chi lo conosce anche in modo indiretto.  Gli ostacoli non smettono di essere messi sul cammino della sua vita. Poi piano piano, passettini, passettini, Gennaro è pronto per essere trasferito in reparto dopo un mese di sala intensiva. Ma ancora altri guai e altri muri da abbattere. E’ un super eroe forte e paziente il nostro amico, non c’è che dire.

Il 14 agosto finalmente esce dalla ospedale purtroppo per pochi giorni. Ma tutti cominciano a conoscere l’identità di un esempio così piccolo e così grande. Altro ricovero, altra prova di forza. Il 23 settembre si esce dall’ospedale e si torna nell’amata Sala Consilina. E’ una festa. Per tutti e gli Dei del Male sono invidiosi. Non si stancano mai e allora un altro ricovero. Proprio a pochi giorni dal Natale.

Gennaro scrive a Babbo Natale per vivere il primo Natale a casa, ma ancora una volta Santa Claus o forse il Grinch, o chissà chi per loro, ha un disegno diverso per Gennaro. E anche oggi sarà in ospedale con i genitori e gli amici, gli altri eroi di questa favola che ancora non ha il lieto fine ma ha una morale: gli eroi sono ovunque ci sono esempi e l’esempio di Gennaro e della sua famiglia è un fuoco vivo.

L’esempio di quanto la vita sia meravigliosa, e di come Gennaro con la sua vitalità debba trascinarci nel vivere un Natale e una vita di sorrisi, mettendo da parte falsi problemi e lamenti pretestuosi.

Buon Natale.

*il fumetto che raffigura Gennaro è di Emanuele Sabatino, uno dei fumettisti più bravi della Provincia di Salerno. Un talento del Vallo di Diano che ha visto così il nostro SuperGen

 

Informazioni su La Mosca

Presunto giornalista, in realtà disoccupato
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