Il cacciatore dei giocattoli perduti

vigile del fuoco

Babbo Natale ama vestirsi di rosso. O almeno la Coca Cola ama che si vesta di rosso. Ma fatto sta che quel colore gli sta davvero bene e anche quando Babbo Natale decide di mostrarsi in un’altra veste, il rosso resta sempre il suo colore preferito. Ecco perché qualche anno fa decise di vestirsi da vigile del fuoco. Questa favola inizia da una tragedia. E ancora non ha un lieto fine. Ma ha visto come protagonisti tanti eroi e persone dal cuore nobile. Esempi, per dirla meglio.

C’era una volta e c’è ancora – ma con fatica – un posto fatato. Si chiama Norcia. Qualche anno fa, per più volte, il terremoto ha cercato di distruggere l’anima di un luogo stupendo. Non ci è riuscito, lo diciamo subito, perché gli umbri e gli italiani hanno resistito, facendo squadra e reagendo. Tra mille sofferenze, spazzando via polvere e lacrime, macerie e tristezze. Babbo Natale si è trasformato in diversi personaggi durante quella tragedia. Mai da politico, purtroppo. Una volta si è trasformato da vigile del fuoco. Il rosso gli dona. Lo sa. Lo sappiamo. Un vigile del fuoco speciale: un cacciatore di peluche.

Un cacciatore di peluche. Vestito di rosso, come un Babbo Natale coraggioso, ma che invece di portare nuovi doni ai bambini, riporta loro i giocattoli abbandonati sotto le macerie di case terremotate. E già perché sotto pietre e macerie, mobili distrutti e vite spezzate, giacciono anche i giocattoli del bambini. Quelli che segnano l’adolescenza e quelli che ognuno si porta dietro nel suo crescere. Forse non nel concreto ma nel fantastico mondo dei ricordi dell’infanzia. Vi ricordate il vostro? Il mio era una piccola auto nella quale ho sempre sognato di entrare. E forse con la fantasia l’ho fatto. Giocattoli che sono fondamenta di ogni bambino. E allora al nostro vigile del fuoco tutto speciale viene assegnato il compito particolare: trovare i giocattoli perduti. E per tutti i bambini i giocattoli sono vivi. E sono vita per gli adulti.

Il suo compito e quello dei suoi compagni diventa quello di picchettare le strutture diroccate e recuperare insieme ai residenti i beni più preziosi. Oro, gioielli, ricordi e … soprattutto giocattoli. Sì, giocattoli. Il nostro Babbo Natale è partito dal Vallo di Diano per compiere l’ardua missione. Lui e gli altri vigili del fuoco chiamati in causa per un missione da film di Disney ma invece è una favola reale. I nostri eroi così, pochi giorni dopo il terremoto visitano decine di case e recuperano peluche e giocattoli per i bambini di Norcia. Vengono ripagati da sorrisi e abbracci, con grigliate e pasti caldi. E bambini che riabbracciano i giocattoli e in qualche modo scacciano paure e brutti pensieri. Il nostro babbo Natale recupera giocattoli e sorrisi. Poi torna nella sua tenda, lo aspetta una slitta a forma di camionetta dei vigili del fuoco e con le renne che si trasformano in cavalli del motore. Toglie la divisa rossa, il casco, toglie dagli occhi le tragedie di persone che non ce l’hanno fatta, di famiglie senza casa e di mamme in lacrime, immagini che posiziona in fondo al cuore e rivede solo il sorriso allegro di quell’ultimo bambino a cui ha ridato l’orsacchiotto. Il bambino ha abbracciato lo strano Babbo Natale e il peluche. Con l’orsacchiotto ha parlato e poi ha anche ascoltato una misteriosa risposta.

Quindi ha detto al vigile del fuoco: “Lui si chiama come te. Si chiama Bruno”. Poi è corso via con l’orsacchiotto poggiato sul petto, la testa del pupazzo sulla spalla. Il vigile del fuoco lo ha guardato e l’orsetto gli ha fatto l’occhiolino. Sorridendo.

 

 

Informazioni su La Mosca

Presunto giornalista, in realtà disoccupato
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