Il rumore del dolore

Da “Il Mattino” di oggi

Il suono del telefono arriva dall’interno dell’abitacolo. Soccorritori e forze dell’ordine si guardano, occhi pieni di dolore e di sconforto di chi sa che prova li attende. Il cellulare continua a suonare a vuoto. Mariano Casale non può rispondere, è morto, disteso al fianco di quello che resta della sua autovettura. La mezzanotte è passata da poco e quel suono del cellulare che squilla a vuoto e il pensiero che va verso chi chiama preoccupato per la mancata risposta riempiono una notte triste. L’ennesima di questa estate sulle strade provinciali. Mariano Casale, di Sala Consilina, cameriere, barista, e ora dipendente di una tipografia, non risponde a quel telefono che continua a emettere squilli a vuoto, la sua vita si è spezzata a soli venti anni. Ne avrebbe compiuti 21 il prossimo 12 settembre. Sono i suoni, i rumori a raccontare la tragedia che si è consumata lungo la strada provinciale che da Polla porta a Teggiano, nella frazione di Prato Perillo. Intorno alla mezzanotte la notte viene squarciata dal boato: La Mito di Mariano si schianta contro un altro veicolo, poi distrugge un muretto di una casa, si piega su un’altra vettura e poi si ferma, distrutta, in un campo incolto. I pezzi di carrozzeria sono disseminati ovunque. Una ruota è a cento metri. Il suono successivo è quello delle sirene che invadono la tragica serata teggianese. Arrivano vigili del fuoco, carabinieri e ambulanze del 118. Mariano è già morto, nulla si può fare nonostante i tentativi di dottori e infermieri. I carabinieri avviano gli accertamenti, intorno alle 5 scopriranno che il conducente di un’altra vettura coinvolta nell’incidente era sotto effetto di cocaina e lo arrestano per omicidio stradale. I vigili del fuoco del Distaccamento di Sala Consilina con il caposquadra Luigi Morello mettono in sicurezza la zona. Il maresciallo della stazione di Teggiano, Francesco Pennisi, arriva in borghese per i rilievi del caso, per guidare la macchina dei controlli. Hanno tutti un aspetto in comune: gli occhi bassi, le espressioni contratte, la tristezza si evince anche se sono professionisti e anche se ne hanno viste tanti di tragedie simili. Il cellulare continua a suonare. E’ un rumore triste che preannuncia un messaggio triste. Ancora i suoni: le lacrime della fidanzatina del ventenne arrivata sul posto, e poi il silenzio delle centinaia di persone arrivate lungo quella striscia maledetta di strada, troppe volte scenario di tragedie stradali. Le ambulanze portano i feriti delle due altre vetture all’ospedale “Luigi Curto” di Polla, non hanno gravi ferite. Sulla dinamica dell’incidente serviranno attenti esami, Mariano Casale probabilmente stava effettuando un sorpasso quando una vettura davanti ha svoltato a sinistra per tornare a casa. Da qui la carambola tragica e il drammatico epilogo. Il corpo del ventenne è rimasto a fianco della sua auto fino al nullaosta del magistrato di turno per il trasporto nella camera mortuaria dell’ospedale pollese. Solo allora il sindaco di Teggiano, Michele di Candia, ha lasciato la zona e il traffico bloccato per ore è ripartito. Solo allora si sono potuti risentire i motori dei veicoli in transito e sembra che tutto possa tornare alla normalità. I normali suoni. Non come quel che cellulare che ha toccato cuori e anime di chi lo sentiva sapendo che dall’altra parte del telefono c’era qualcuno che temeva in una drammatica notizia. Ora quel cellulare non suonerà più e il silenzio – per l’assenza di un ragazzo d’oro – farà, purtroppo ancor più rumore nei cuori di chi lo ha perso.

Informazioni su La Mosca

Presunto(so) giornalista, in realtà disoccupato
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