Voti. Amo.

Piccola analisi dei voti valdianesi e tanagrini. Con giochi di parole e senza pretesa di verità assoluta. O forse sì.

Il viaggio nelle urne della Val Padania del sud (già Vallo di Diano) non può che partire dal sud. Da quella paese dall’animo Romano che è Casalbuono e che segue la sua storia per restare a Gal. Peccato che il treno Italo non sia passato, però. Attinolfi così sarà il nuovo sindaco.

Proseguendo verso nord, il viaggio si blocca sul Marmo granitico di San Rufo. Domenica è stato il giorno della civetta, la lista civetta, e con sguardo Aquino, si notano subito crepe tra il Marmo e i Salviniani della prima ora che sono arrivati scaduti. O sono stati fatti far scadere. E sono Leuzzi loro, ora.

Proseguendo sulla dorsale occidentale ecco spuntare i numeri della politica. I 40 che nella guerra di Piera si sono affrontati a colpi bassi nel paese che ha le chiavi del Vallo di Diano. San Pietro ovviamente. Sarò Franco e lo ripeto la vista di Salerno sarebbe stata ben voluta. Per ora ci si illumina al fuoco di Pagliarulo verso i prossimi 5 anni…

Dalle porte del paradiso, o dal trono di re Enrico possiamo viaggiare verso un altro 40, il numero dei voti che separa Pessolano e Caggiano. E visto il clima che si respira non serviranno solo i voti a separarli. E, comunque, dove saranno questi 40 voti? Non malignate sempre, nella Cocozza non ci sono. Credo. Ma chi grida al Lupo al Lupo potrebbe anche aver ragione Addesso.

Da Auletta a Caggiano il viaggio è un attimo ed è subito Lamattina. Certo sempre a Caggiano siamo. Non solo nel senso del nome del paese ma…vabbè farò il Modesto e non aggiungerò altro per non rischiare un in…Grippo. Anzi una cosa sì, Lorusso di sera, bel futuro si spera.

La strada è un po’ rovinata ma Salvitelle è dietro l’angolo tuttavia tra fossi e buche serve la Scelza per arrivarci. E forse anche un elicottero. Forse per gli avversari è stata una sconfitta Nunziata. Chissà?

E infine terminiamo questo viaggio circolare, anche perché i politici un po’ le fanno girare, a Sala Consilina. La battuta sul galoppo di Cavallone è facile e su un mazzo di Cartolano pieno di due di picche pure. Ma questo è. Che colpa ne ho io se sulla Carrazza non è salito nessuno? Sul carro dei vincitori in tanti, ovviamente. C’è chi ha sfruttato il suo cognome per essere la prima eletta: in pieno periodo di Lega Nord, chiamarsi Lombardi di certo aiuta. Si scherza, ovvio. E’ stata una guerra Freda, con colpi bassi e cognomi noti (cambiavano i nomi ma poco contava) e il Coccione lo hanno rotto in tanti. Alla fine il Gallo ha cantato, il Paladino è tornato, Pelè ancora una volta ha colpito il palo e gli avvocati hanno trovato il loro Foro.

Questo è. Il viaggio finisce qui tra battute e giochi di parole speriamo che nessuno si offenda, altrimenti sono elezioni vostre.

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Presunto giornalista, in realtà disoccupato
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Una risposta a Voti. Amo.

  1. teresa pascale ha detto:

    EGREGIO IL TUO ROMANTICISMO QUOTIDIANO

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