La leggenda dei falò e della montagna


10450851_789305127775903_3406009570340642935_n (1)*foto Roberta Franco

Persa nel tempo, da un mondo che fu, sopravvive un’antica leggenda. La leggenda della montagna e dei falò.

In un mondo lontano, in una terra vissuta da vetuste tribù ogni matrimonio era combinato. Ogni amore disegnato. O meglio designato. E doveva avvenire tra persone dello stesso villaggio. La razza del villaggio non si doveva intaccare e l’altro – quelli dell’altro villaggio – era visto come un nemico.

“Sempre è stato così e sempre sarà così”, tuonavano gli anziani. A Lei questa regola non andava giù. Stupenda ed elegante, sinuosa e sorridente non voleva la mano del figlio del capo. Voleva ribellarsi. Credeva nell’amore quello vero. E se non fosse arrivato, si accontentava di riscaldarsi vicino al falò. Ribellarsi, sì. Ma come? Le mancava un ultimo tassello per capire cosa bisognava fare. Un giorno – per caso o per destino – andò a prendere l’acqua al fiume e lo vide. Era la prima volta. Ma sembrava si conoscessero da tempo. Lui faceva parte dell’altro villaggio. Era diverso. Meravigliosamente diverso. Appena si guardarono capirono che le regole sono muri da infrangere se non ritenute giuste. Da infrangere come la montagna che divideva i due villaggi. Lei provò a dirlo al padre e anche Lui ai saggi del suo villaggio. Ma senza risultato. E così, quasi come calamiti, si incrociavano solo al fiume. Innamorandosi ogni giorno di più. E fu l’amore il tassello mancante. Ebbero la forza di ribellarsi. Di dire no. Ma furono imprigionati e fu vietato loro di vedersi. Per sempre. Il diverso fa male all’altro. Antico mantra che portava i due villaggi all’odio. E all’estinzione.

La storia arrivò all’orecchio della protettrice della montagna. Sentiva quell’amore che superava la montagna. Che penetrava i suoi boschi e impregnava le foglie. Decise di aiutarli. “Vi amate?”, chiese. “Si”, risposero. “E allora stanotte sarete uniti”, promise. La notte senza luna avvenne la magia. Lei e Lui si trasformarono grazie alla protettrice della montagna, una fata dal sorriso sempre disegnato sul volto.

I due amanti divennero falò. Uno a lato del montagna e uno all’altro. Il vento cominciò a spingere il fumo. Fin sulla cima della montagna. Lì i fumi dei due falò si unirono in una danza. Sembravano anime.  Erano uniti, assetati l’uno dell’altro. Una danza di passione e d’amore con il fumo che divenne unito. Unico. E quei due falò che pareva sorridessero. Sì, sorridevano. Per la prima volta con il cuore.

Questa è la leggenda della montagna e di come gli ostacoli si possono superare. Ma forse, leggenda non è. Chi è fortunato, chi è tanto audace o semplicemente chi è innamorato potrà trovare ancora oggi quell’antica terra e scovare le scintille dei due falò che ancora ardono come se fosse il primo giorno. E i due fumi che continuano a essere uniti.

Una sola anima.

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Informazioni su La Mosca

Presunto giornalista, in realtà disoccupato
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