Piccola “La Città” eterna

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E’ il quarto potere, gente.
Quello che voi bistrattate nel nome delle fake news. Del complottismo esasperato, del “tanto sono tutti uguali”.
Quello che vede personali normali subire minacce e pressioni per scrivere la verità. O almeno cercarla quella verità.
Quello che viene giudicato, sempre. Odiato, sempre. E cercato più di quanto voi pensiate. Cercato anche da chi poi vomita sui social il proprio odio per il giornalismo.
E’ il quarto potere, gente.
Il potere di chi lavora sabato e domenica, di chi scrive a ogni ora, di chi ingoia copia&incolla come caffè salati.
E’ il quarto potere, quello che nessuno vuol difendere perché qualcuno rimarca che “è sempre meglio che lavorare”. Ma davvero fate? Davvero pensate che non è un lavoro. Vi sfido. Fatelo. Provatelo a farlo. Stessi orari e stessi benefit e stessi soldi. E’ un lavoro come gli altri: affascinante e sacrificante. Ma è un lavoro.
Come in ogni lavoro c’è chi è bravo e chi no, chi sbruffone e chi buffone. E’ l’uomo, non solo il quarto potere, a essere fallace. Ma non veniamo visti come donne e uomini, bensì come poggiamicrofoni, penne salivanti, scansafatiche. Certo qualcuno lo è. Come c’è il calciatore scarso, il cantante raccomandato o il poliziotto corrotto. Veniamo visti come giornalai, come se fosse un’offesa. E chi ce la fa a svegliarsi alle cinque del mattino come i giornalai.
Ma nonostante tutto lo facciamo questo lavoro, tra tagli e offese, tra sottuttisti che vogliono insegnarci come si fa e odi personali. Lo facciamo per passione e per arrivare a fine mese. La passione sconfinata dei colleghi de La Città. Licenziati come nulla fosse. Spazzati via con un colpo di chiave. Io l’ho vissuta la stessa esperienza con i Corrierini del Centro italia. E si sta male, si sente inermi. Distrutti. Li immagino i giornalisti della Città che per anni hanno dato voce alle battaglie per i lavoro
e ora quella voce è stata azzerata. Soffocata. Strozzata.
E’ il quarto potere, gente. Ma di potere ce ne è stato sempre poco. Come i soldi e i posti di lavoro del resto.

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Informazioni su La Mosca

Presunto giornalista, in realtà disoccupato
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