La poesia dell’Italia inguaiata

Una volta se non avevi competenze

e un cognome importante

ti bastava fare reverenze

Non poche ma tante.

 

Una volta chiedevi alla politica

o al compare di anello

o sfruttavi l’esser amica

o ancora riempivi il suo cestello

 

Era la prima Repubblica

non l’ho mai capita

che volete che vi dica

Eppure oggi è quasi ambita

 

Perché per primo arrivò il Cavaliere

la sua voglia di far soldi

l’appoggio dell’ “eroe” stalliere

e il giro dei manigoldi

 

Poi il giovane fiorentino fece il botto

e rottamò se stesso finanche

oltre che l’articolo diciotto

ma salvò le proprie banche

 

Un passato davvero inguaiato

ma con figure come Craxi e Andreotti

che Salvini e i grilini ha lanciato

e noi ha lasciato con rabbia e cerotti

 

Quel passato ci ha umiliato

siamo diventati poveri e razzisti

ha dato aria a chi il sud ha insultato

e fatto comandare ministri tristi

 

Ora io non ho più preferenze

reagisco con il mio scritto

in un mondo dove non ci sono più competenze

e il baratro sembra giunger diritto.

 

Informazioni su La Mosca

Presunto(so) giornalista, in realtà disoccupato
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