Il cacciatore dell’impossibile (prove di scrittura)

20190115_180231C’era una volta, in un tempo indefinito e in un mondo altro da questo, un cercatore. Un cercatore dell’impossibile. Sapeva cercare di tutto e sapeva, soprattutto, trovarlo. Scovare ovunque si nasconda ciò che deve trovare. Gli affidavano missioni da tutto il suo mondo. E anche da altri mondi. Si faceva pagare bene e soddisfaceva ogni suo cliente. Lo faceva per soldi, sì. Ma anche e soprattutto per sfida con se stesso.

Una volta, ad esempio, gli chiesero di trovare la polvere di stelle. La trovò e la raccolse in poche ore. La mise in una ciotola e la portò al suo cliente. Bastò un’annusata e seppe dove andare a trovarla. Un’altra volta il pentolone sotto l’arcobaleno. Bastò uno sguardo. Capì subito quale era l’arcobaleno giusto. Una volta – per prendersi gioco di lui – gli dissero di trovare l’olio di gomito. Eppure – studiando su vecchi libri della sua antica biblioteca – seppe trovarlo e riempirne due ampolle.

Ma venne, un giorno al tramonto, una Re capriccioso e potente. Il più potente di tutti. Un po’ spocchioso, muscoloso e con gli occhi di ghiaccio. Voleva soltanto sfidarlo. Aveva sentito parlare del cacciatore e lui doveva primeggiare in ogni sfida. “Devi trovarmi una cosa, se non riesci distruggerò il tuo mondo”. Il cacciatore dell’impossibile amava il suo mondo e amava la sfida. “Dimmi re. Cosa ti devo cercare?”.

“Mi devi cercare i fili invisibili e lo devi fare entro 24 ore”.

Il Cacciatore dell’impossibile cercò con il suo naso. Invano. I fili invisibili non avevano odore. Poi aguzzò la vista. Fu cieco. Le orecchie non udivano alcun rumore. E neanche il tatto dava soddisfazioni. Gustò tutti i sapori del mondo senza trovare quei maledetti fili. Iniziò a studiare nella sua biblioteca, tra le pagine di milioni di libri.

Nulla

Il tempo stava per scadere e il cacciatore dell’impossibile stava perdendo le speranze.
Passeggiava nervosamente per tutto il suo mondo. E anche negli altri mondi.
Mancavano pochi minuti alla fine dell’ultimatum. Il mondo sarebbe stato distrutto dalla re dispotico e con la divisa da militare. Ne indossava una per ogni occasione. Tutti i mondi lo sarebbero stati. Il cacciatore era affranto. E camminava disperato senza una meta precisa.  Stava pensando a come dirlo ai suoi concittadini…ma…ma voltò lo sguardo attratto da una energia indescrivibile. E vide Lui e Lei, in un bar, davanti a un caffè seduti uno di fronte all’altro. Non si toccavano ma erano legati. Legati dallo sguardo, legati dal respiro, legati dal palpito. Erano legati da fili invisibili…

I fili dell’amore.

Informazioni su La Mosca

Presunto(so) giornalista, in realtà disoccupato
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