Cosa ho imparato dal 2018

2018

Nel Vallo di Diano esiste la violenza sulle donne. E addirittura oltre alle botte – che non si vedono – c’è qualcuno che uccide anche la propria compagna.

E si uccide anche per piccolo spaccio di droga.  Per quello grande no, ci sanno fare.

Nel 2018 non si è parlato di Camorra e ‘Ndrangheta. Quindi non ci sono più qui da noi. Come era la storia del Diavolo che fa credere di non esistere?

Creare nuovi Consorzi non risolve i problemi. Anzi li aumenta.

Ho imparato che il Pd qui ancora comanda. E che quindi spesso, qui, fa danni.

Ho scoperto che i grillini del Vallo, alla fine sono un po’ come i “vecchi” politici. Alla fine piace apparire. Anche se solo sul web.

Ho imparato che basta cambiare nome e dimenticare che una volta era prima il nord. E lo è ancora ma a bassa voce. E si dimenticano anche gli insulti.

Se non vuoi finire sui giornali per qualche reato, fai pubblicità per quelle testate.

Ho scoperto che essere inopportuni nel pubblico è necessario ed è quasi un merito.

Ho imparato che ci sono più luoghi abbandonati che quelli usati.

Il lavoro ci sarebbe anche. Sotto pagato o in nero. Ma ci sarebbe. O così o nisba.

Nel Vallo di Diano sono sempre gli stessi. Da anni. Amici di tutti e che tutti vogliono come amici. Una grande compagnia. Quasi un’associazione.

Ho scoperto che si può scherzare con tutti tranne che coi fanti e i santi. E con le Banche. Loro sì che comandano e sono pure permalose.

Ho scoperto che però mi giro intorno e qualche speranza c’è.

C’è Nicola che punta su stesso, ci sono i due Ivan e Antonio che lassù dai monti – forse con più ossigeno – sanno che possono fare cose buone con le nostre cose buone. Ci sono i peperoni cruschi di Pietro, la birra artigianale di Buonabitacolo, o gli allevamenti musicali di Galatro.

Sono tanti gli esempi dai quali voglio imparare per sperare nel 2019. La squadra di Ness, gli ovvi Casa Surace, la maestria di Williams, Gianluigi ed Edmondo. La bravura di Pucciarelli, la voce di Valentina, il tocco di classe di Nik. E ancora i fratelli Rosciano, le foto di Fausto, i dolci del maestro. i piatti di Morrone.  La calciatrice di Buonabitacolo.

C’è chi lavora lontano dalle luci, nell’ombra delle difficoltà che permette di reggersi. C’è il sociale, il volontariato, l’associazionismo. Ci sono le bellezze, quelle note e quelle meno note. C’è speranza e vorrei fosse un 2019 di speranze. Perché di risposte la vedo difficile.

Ho imparato che tante cose, soprattutto una. Non vogliono arrendermi. Mai.

 

Informazioni su La Mosca

Presunto(so) giornalista, in realtà disoccupato
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