E’ l’Umanità che è crollata

amtriceSe Facebook è diventato lo specchio dell’anima, rompiamolo e ben vengano sette anni di disgrazia virtuale.

E’ lo specchio di una umanità che non c’è più. Naufragata, crollata, distrutta da campanilismi talmente assurdi da sembrare finti. Campanilismi che fanno accettare o rifiutare qualsiasi cosa che sia detta dalla mia parte o da quella degli “altri”.

Il capo ha sempre ragione. Anche se sento quel formicolio nello stomaco o deglutisco a fatica di fronte a quanto sta avvenendo, se il mio capo ha detto che deve essere così allora penso che il formicolio allo stomaco non sia una reazione emotiva, ma la parmigiana che ho mangiato due giorni fa, e se deglutisco a fatica non è paura per il futuro o per ciò che accade ai miei simili ma sarà stata l’aria condizionata in ufficio.

Una sorta di umanità che crolla sotto i colpi dei post.

Ho letto post che mettono in fila Amatrice, ponte Morandi e Diciotti. Accuse a chi si arrabbia ai migranti e non per gli altri casi. Come se l’umanità, la rabbia, lo sdegno per quanto avviene attorno a noi siano limitati. Se mi arrabbio perché non costruiscono le case ad Amatrice non posso sdegnarmi per delle persone che sono una nave in attesa di una decisione virtual popolare. Una quarantena non per le malattie ma i voti. O peggio, che schifo, per i like. Non possono esserci priorità per il senso di umanità.  Non devono.

Mi sdegno, mi arrabbio, sento quel mal di pancia, per i controlli mancati sul ponte Morandi, per gli oltre 40 morti. Persone che non ci sono più. Per la mancata costruzione di Amatrice, per i soldi dati e non spesi, per uno Stato assente. Mi pare oggi come allora. Non riesco a deglutire per le persone che devono restare su una nave. A soffrire su un tavolo di poker europeo. Fiches. Non persone.

Ecco l’umanità sta crollando perché è crollato il concetto di Uomo. Di persona. Si ragiona per compartimenti stagni, per idee del capo, per linee virtuali che non ci fanno più sentire il dolore altrui.

Il prossimo passo sarà quello di non sentire neanche il nostro di dolore. E’ a quel punto sarà il buio. Per l’Umanità.

Informazioni su La Mosca

Presunto giornalista, in realtà disoccupato
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