L’intervista. Andrea “O Diplomat” di Maria irrompe in Gomorra

Ecco l’intervista ad Andrea di Maria per “Il Mattino” e pubblicata sull’edizione di lunedì 4 dicembre. Con alcune domande e ovviamente risposte inedite. 

andrea di maria gomorra

Il teatro al liceo classico, poi il talento che sboccia e che lo porta, ancora adolescente, nella compagnia Scarpetta a Napoli. Un talento naturale che, anche grazie allo studio, diventa arte. E il teatro diventa la sua seconda casa (se non proprio la prima). Andrea di Maria attore di Sala Consilina, nel Vallo di Diano, in venti anni di carriera (anche se ha solo 33 anni) di strada ne ha fatta. La compagnia di Vincenzo Salemme, il cinema con i fratelli Taviani ed Ermanno Olmi, i ciack con Rocco Papaleo. E ancora fiction con Castellitto e Amendola fino al successo al pubblico grazie alla sua verve comica sul web e con Casa Surace. E ora il lancio definitivo con Gomorra. Interpreta un boss del centro storico, è apparso nelle prime puntate e c’è attesa per quando entrerà nel vivo della fiction targata Sky.

O’ Diplomato è il ruolo di un boss del centro storico di Napoli: è una parte che le piace? È il primo del genere nella sua carriera?

“Elia Capaccio detto ‘o Diplomato’ è un ruolo che mi piace molto per vari aspetti. Per adesso non è noto molto di lui ma sappiamo che è nipote di un boss della vecchia Camorra, uno che ha avuto una certa importanza all’interno di quel sistema. Nel primo episodio vediamo Don Aniello (interpretato da Nello Mascia, nato a Sala Consilina, ironia del caso – ndr) passare il testimone ad Elia e suo fratello Ferdinando. E questo è un aspetto che mi piace molto di questo ruolo. Non è la prima volta che mi capita di  confrontarmi con un personaggio ‘marcio’. Nel film dei Taviani ho interpretato un prigioniero fascista pazzo autore di svariate atrocità ma sicuramente è la prima volta che mi capita di preparare un personaggio insieme ad un altro attore. Elia e Ferdinando viaggiano su un binario parallelo, sono in simbiosi totale, si capiscono con uno sguardo e dietro quello sguardo si cela tutta la complessità di un rapporto tra fratelli. Elia la mente e Ferdinando il braccio”.

Cosa significa recitare in una serie come Gomorra?

“Hai la sensazione costante di far parte di un progetto di livello mondiale, di una qualità immensa e questa cosa non solo la percepisci ma la verifichi costantemente sul set. C’è un modo di lavorare e una professionalità unica e questo è il vero successo della serie”.

Quanto Andrea di Maria c’è dietro gli occhialini da intellettuale del boss Elia?

“Sicuramente ‘o naso è lo stesso. Apparentemente hanno poco in comune. Niente dal punto di vista etico morale e civile, poco dal punto di vista attoriale. Mi considero un attore dinamico, istintivo, fisico, mentre Elia è un personaggio che fa della sua fissità il suo punto di forza, più che cattivo mi interessava essere inquietante”.

Ci racconti l’atmosfera che si respirava set….

“Nu fridd esagerato! Ah non questa atmosfera? L’atmosfera era molto serena, rilassata anche divertente. Quasi ad esorcizzare ciò che si stava raccontando. Il periodo di lavoro è molto lungo, stancante ma  tutti hanno la percezione di stare facendo qualcosa di unico e questo genera una energia fortissima”.

Si è divertito nel girare il film? Ha sentito particolari pressioni?

“Io mi sono divertito tantissimo. E mi sono meravigliato di quanto io mi sia trovato a mio agio in quella situazione, in quel codice, come se lo stessi facendo da sempre. Questa è una delle forze della serie”.

Dal teatro passando al web e al cinema fino a una delle fiction più importanti in circolazione. La sua carriera è decollata?

“Preferisco ‘o treno. E preferisco andare piano costruire  un viaggio solido, ampio, ricco di sfumature di paesaggi di finestrini, di pecore e mucche, di fiumi di laghi, di sole pioggia neve e tempeste. Però vuoi mettere la soddisfazione di quando arrivi alla stazione?”

Lei ha recitato per Olmi e i fratelli Taviani. Gomorra ha qualcosa da invidiare al grande cinema come ascolti e qualità?

“Sono due mondi completamente diversi. Maestri come Olmi e i fratelli Taviani hanno fatto la storia del cinema italiano. Hanno raccontato l’Italia come degli artigiani che lavorano diamanti preziosi.Gomorra sicuramente non ha niente da invidiare dal punto di vista della qualità ma di certo in una cosa i due mondi di avvicinano: Gomorra la storia la sta scrivendo”.

Dopo Gomorra in quali progetti sarà impegnato?

“Ho appena finito di girare due film ‘Una festa esagerata” di Vincenzo Salemme (al quale voglio un bene enorme) e ‘Bob &Marys’ di Francesco Prisco con Rocco Papaleo e Laura Morante.

E nella vita privata, lei da Sala Consilina si è trasferito da anni a Napoli. Cosa porta sul set e sui palchi delle sue radici?

“Sala Consilina e il Vallo di Diano sono nel mio cuore. Sono il mio cuore. Sono talmente legato a Sala Consilina che volevo girare Gomorra in salese”.

Sacrifica la vita privata con il suo lavoro?

“Direi molto, forse troppo sacrificio”.

E la donna della sua vita cosa dice?

“E che deve dire… mia mamma si è rassegnata”.

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Informazioni su La Mosca

Presunto giornalista, in realtà disoccupato
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