Il terremoto, nonna Lina e lo studente

prima-pagina-colicigno

Da “Il Mattino”, la storia di nonna Lina, pubblicata sull’edizione del primo novembre. 

lina-misici

Tra le migliaia di sfollati a causa del terremoto che sta sconvolgendo il centro Italia c’è anche la signora Lina. Una storica postina di Camerino diventata simbolo anche iconografico del dolore e della disperazione  rispetto al terremoto – grazie alle sue foto che hanno fatto il giro del web nel centro rifugiati nel palazzetto di Camerino –  ma anche della voglia di resistere e di non voler abbandonare le proprie radici. Lina Misici compirà 101 anni a breve, tra due mesi. Ma ha una forza interiore da far invidia. Un esempio. Un esempio come quello del suo primo soccorritore: Gaetano Colicigno. E’ uno studente di Giurisprudenza di Polla. Studia da anni a Camerino e vive – con un suo coinquilino – nella stessa palazzina della signora Lina. Giovedì scorso – primo giorno della nuova ondata di scosse che hanno sconvolto e stanno sconvolgendo l’Italia – era a Camerino. Passeggiava in strada quando ha avvertito il primo boato. Una scossa forte, tremenda. Gaetano ha quindi deciso – immediatamente – che sarebbe stato meglio tornare nel suo Vallo di Diano. E’ tornato a casa per cominciare a preparare le valigie. Sul pianerottolo davanti all’abitazione, al piano inferiore rispetto al suo, ha incontrato nonna Lina impaurita ma lucida. “Buongiorno, signora. Io salgo in casa, per qualsiasi cosa abbia bisogno mi chiami”, le ha detto. La centenaria ha ringraziato con un sorriso senza sapere che quella frase sarebbe diventata reale da lì a poco. Intorno alle 21, infatti, una seconda potente scossa fa oscillare la palazzina. Tremendamente. Gaetano si rifugia sotto il tavolo di casa. “Sentivo i mobili cadere e ho pensato ai miei cari a casa”, racconta. Terminata la scossa decide – con il suo coinquilino – di uscire in strada. Sta quasi arrivando al portone quando si ricorda di nonna Lina. Ritorna sui suoi passi. Bussa. La porta è chiusa, è bloccata. Gaetano, grandissimo tifoso della Salernitana (sabato era in curva per tifare granata contro il Pisa), riesce ad aprirla con forza. Nonna Lina è seduta, impaurita ma lucida. “Ma tu sei il ragazzo di questo pomeriggio? Giusto?”. Gaetano le risponde con un sorriso per rasserenarla e anche per scacciare le proprie di paura. Le parla per qualche minuto, la convince a lasciare la casa, le scosse ancora si avvertono e l’abitazione risulterà poi inagibile. La prende sottobraccio, la sorregge e lentamente come se fosse una passeggiata di piacere la accompagna all’esterno e chiede aiuto a passanti e poi a un finanziere. Lina viene accompagnata in un centro per sfollati. “Come vuole che sto? Sono triste. E poi mi guardi, ho i capelli che sembro Grillo”. Lina questo racconta ai suoi soccorritori: è la sfollata più anziana del paese, un’istituzione della cittadina. “È l’occhio di Camerino, sa la storia di tutti e se venivi prima del terremoto la trovavi sempre sulla panchina su in paese. Potevi chiederle di chiunque e lei sapeva sempre qualcosa che lo riguardava”. Gaetano invece ha preso l’autobus ed è tornato a Polla il giorno dopo. “Ho Camerino nel cuore e negli occhi e non vedo l’ora di tornare”. Ha cominciato ad attivarsi con la sua associazione “I ragazzi del Ponte” per portare aiuti nelle zone colpite dal terremoto così come già fatto dopo la tragedia di Amatrice aiutando la locale Protezione civile e racconta quanto successo con timidezza. “Non ho fatto nulla di speciale. Poteva essere mia nonna e la casa poteva crollare. Ho avuto paura, certo, e sono tre giorni che non dormo ma nonna Lina è sempre stata gentile con me e non potevo certo lasciarla sola nel momento del bisogno. Chiunque avrebbe fatto lo stesso al posto mio”. Il suo sguardo si perde forse ripensando a quella passeggiata con la ex postina di Camerino, un passo lento dopo l’altro sperando che la casa non crollasse e che potesse riabbracciare i suoi cari a Polla.

Informazioni su La Mosca

Presunto giornalista, in realtà disoccupato
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...