A Polla è vietato fare domande sciacalle

Essere “protagonista” in qualità di giornalista di un consiglio comunale senza essere invitato (o inserito nell’ordine del giorno) ma con tanto di citazioni, accuse di sciacallaggio e verbali ufficiali non mi era mai capitato. Ma Polla in questo sa distinguersi.

La lingua italiana è meravigliosa e quindi a ogni parola c’è una definizione ben precisa.

Parliamo del termine “sciacallo” che a Polla ai “politici” locali piace usare con estrema facilità. Giornalisti sciacalli lo ha detto il sindaco Rocco Giuliano e lo ha confermato il consigliere di opposizione Fortunato d’Arista (basta consultare l’albo pretorio e il verbale ufficiale). Lo dimostrano comunicati “stampa” e verbali di consigli.

Lo sciacallo è colui che “approfitta delle altrui sventure per rubare; in particolare, chi, in occasione di cataclismi o eventi bellici, saccheggia case e luoghi abbandonati, deruba cadaveri o persone indifese; anche chi, nei sequestri di persona, si inserisce con false promesse nelle trattative per trarne profitto.

Quindi io – visto che l’appellativo è rivolto a me come giornalista e in quanto autore di alcuni articoli che evidentemente non sono piaciuti  – approfitterei di loro sventure e di sventure del Comune e delle opposizioni per chi sa quali tornaconto personale. Oltre a sorvolare sul fatto che in questo modo ammettono che il Comune e che l’opposizione sono in difficoltà bisogna ricordare che fare domande e mettere in risalto contraddizioni sarebbe il pane quotidiano di un giornalista.

La mia colpa è stata aver chiesto a un assessore delegato alla zona industriale cosa pensasse sulla possibilità del trasferimento delle Fonderie Pisano a Polla (ipotesi paventata e non concreta ma che aleggiava in quel periodo). L’assessore Giuseppe Curcio legittimamente ha risposto che avrebbe preso in considerazione il progetto. Dichiarazione che ha scatenato polemiche e critiche anche all’interno della stessa maggioranza pollese (leggasi contraddizioni). Tutto legittimo. Mica è colpa mia se una risposta non può piacere? Sembra che la polemica l’abbia scatenata la domanda e non la risposta. Ma vabbè. Si è smentito senza smentire. Ma vabbè. In un articolo ho poi scritto che lo stesso assessore si era dimesso per un turn over in giunta (i fatti con le Fonderie non sono collegati) e scrivendo anche che anche alcuni consiglieri di opposizione avevano annunciato che lo avrebbero fatto nel corso della giurisdizione (il riferimento era alla promessa di Vanni Ritorto fatta in sede di primo consiglio comunale). Evidentemente ricordare non piace ai politici e così il consigliere Fortunato D’Arista ha parlato di certe “operazioni di sciacallaggio politico portate avanti da qualche organo di stampa”. Forse anche in rifermento alla poca belligeranza (per non dire quiete) tra maggioranza e opposizione pollese (una pace che si evince dal verbale in calce a questo articolo e dalla mole di interrogazioni…).  Il tutto occorre aggiungere è avvenuto durante un consiglio comunale nel cui ordine del giorno non c’era scritto che si sarebbe dovuto parlare del sottoscritto o del giornalismo. Se lo avessi saputo almeno avrei potuto quanto meno ascoltare in viva voce senza rispondere (come regolamento prevede). E voglio lasciare perdere che il presidente del consiglio comunale ha permesso di parlare di argomenti fuori dall’ordine del giorno tra l’altro verbalizzati. Rischierei di fare lo sciacallo.

N.B. Nel verbale non c’è il mio nome ma durante il consiglio comunale è stato fatto più volte.

http://www.servizipolla.it/alfresco/download/direct/workspace/SpacesStore/625f92ff-dfdd-4d7b-9ee8-7069e900e289/PAP-00892-2016.pdf?guest=true

Informazioni su La Mosca

Presunto(so) giornalista, in realtà disoccupato
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2 risposte a A Polla è vietato fare domande sciacalle

  1. Antonio ha detto:

    Quindi mi stai facendo capire che se ti definissi “una chiavica” tu mi risponderesti in questo modo:

    1.
    Fogna, cloaca (anche negli usi fig.).
    2.
    Paratoia per regolare il flusso di uno scolo in un corso d’acqua.
    Chiavica maestra, nelle valli arginate di pesca, quella attraverso la quale ha luogo la montata del pesce.

    Il che non ti tangerebbe poiché avresti dato una definizione chiara ed eloquente sulla terminologia della parola stessa.
    Una parola può essere espressa in tanti modi e molte volte la esprimiamo come vogliamo noi non perciò dev’essere un’offesa diretta a noi.

    Il mio è solo un semplice consiglio. Non ti arrabbiare fai il bravo 🙂

    P.S.: chiavica era una parola ad esempio, non perché ti ritenga tale eh. Lo specifico affinché tu non possa fare un ulteriore articolo. Buon lavoro. 🙂

    • La Mosca ha detto:

      Io penso che le parole hanno un peso e vanno usate in modo opportuno e nei luoghi opportuni. Nel caso specifico usare il termine sciacallo durante un consiglio comunale non mi è sembrato appropriato. Ovviamente è quello che è accaduto che non approvo non il termine in sé. Ps. Spesso mi sento una chiavica…non mi arrabbio mai e sono bravo raramente :).

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