Un Vallo di cervelli (in fuga): Maria Morena

MARIA MORENO

Maria Morena, ovvero quel Vallo di Diano che fa essere orgogliosi. Una ricercatrice che da Teggiano sta facendo grandi cose in Canada all’università di Calgary.

Cosa fa in Canada?

“Sono una Postdoc all’Università di Calgary, nel laboratorio del dottor Matthew Hill (importante scienziato nel campo dello stress e cannabinoidi). Io mi occupo di ricerca preclinica (nell’animale da laboratorio) nel campo delle neuroscienze, nello specifico studio i meccanismi neurologici relativi ai processi di memoria traumatica e come il sistema endocannabinoide o composti cannabinoidi regolano tali processi. Gli endocannabinoidi sono composti, simili al THC (principale costituente psicoattivo della Cannabis), che il nostro cervello produce. Un po’ come le endorfine rispetto alla morfina o all’eroina”.

Dove e in cosa si è laureata?

“Mi sono laureata a Roma (Università Sapienza), in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche nel 2010 e nella stessa università ho conseguito il Dottorato di Ricerca in Tossicologia a Febbraio 2014”.

 

Da quanto tempo fa la ricercatrice?

“La mia attività di ricerca è iniziata subito dopo la Laurea (2010) nel Laboratorio della Prof. Patrizia Campolongo, molto rinomata nel campo della ricerca sulla memoria (Sapienza Università di Roma), durante il dottorato, e da lì è nata la mia passione per la ricerca e lo studio della memoria traumatica”.

 

Da quanto tempo è in Canada?

“Sono venuta la prima volta in Canada, nel laboratorio del mio attuale capo (Dr. Matthew Hill), durante il dottorato per un progetto di 6 mesi (Apr 2013-Ott 2013), per il quale ho vinto una borsa di ricerca rilasciata dalla Società Italiana di Farmacologia. Dopo aver svolto gli esperimenti necessari a finire la mia tesi di dottorato sono ritornata in Italia. A gennaio 2014, il Dr. Hill mi ha contattata dicendomi che era interessato alla mia ricerca e che aveva trovato dei fondi per finanziarla, mi ha chiesto di andare a lavorare per lui ed iniziare un progetto di ricerca nel suo laboratorio. Ad aprile 2014, quindi, sono ritornata in Canada. In totale, sono a Calgary da poco più di due anni e siccome ho appena vinto un’altra borsa di ricerca, resterò qui per altri due-tre anni ancora”.

 

Perché in Canada?

“Il motivo principale per il quale sono venuta in Canada è stato perché nel laboratorio dove lavoro ho a disposizione una serie di strumentazioni, tecniche e fondi che posso utilizzare per portare avanti il mio lavoro, inoltre il mio capo, come ho già scritto sopra, è un esperto a livello mondiale nel campo dello stress e sistema endocannabinoide e questo è molto importante per la mia ricerca”.

 

Le piacerebbe tornare in Italia? E’ possibile per chi fa il suo mestiere?

“Ovviamente si, mi piacerebbe molto tornare in Italia. La mia intenzione è quella di imparare il maggior numero possibile di tecniche, di crescere scientificamente per poi ritornare in Italia. Purtroppo però, non è sempre facile per chi fà il mio mestiere, lo stato italiano investe molto poco nella ricerca, anzi taglia i fondi destinati alla stessa e lo stipendio di un ricercatore in Italia è molto più basso rispetto all’estero. Personalmente credo che buona parte dei ricercatori che ritorna in Italia dopo aver avuto un’esperienza all’estero, lo faccia soprattutto per un attaccamento alla famiglia e all’Italia in generale, ma non per la qualità e le possibilità lavorative, questa naturalmente è una mia opinione personale. Io comunque proverò a ritornare in Italia, tra qualche anno e se non riuscirò, cercherò di avvicinarmi quanto mento in Europa (Germania o Francia)”.

Che premi ha ottenuto?

“I premi più importanti che ho ottenuto:

  1. Premio comunicazione orale conferito dalla Società Italiana di Farmacologia (SIF) in occasione del 36° Congresso nazionale della Società Italiana di Farmacologia “Il ruolo della ricerca farmacologica per la crescita e la salute in Italia” – Ott 23-26, 2013, Torino, Italia (€ 500)
  2. Premio per comunicazione orale alla conferenza scietifica “Canadian Spring Conference on Behaviour and Brain” – Feb19-21, 2015, Fernie (BC), Canada

 

  1. Premio “SIF-Farmindustria” per giovani ricercatori italiani rilasciato dalla Società Italiana di Farmacologia (SIF) – Set 18, 2015 (€ 5000)

 

  1. HBI Publication Award rilasciata dall’Hotchkiss Brain Institute (University of Calgary)-Gen 2016 (CAN$ 100)

 

  1. Young Research Award 2015 premio rilasciato dal Dip. Di Fisiologia e Farmacologia, Sapienza Università di Roma-Gen 2016 (€2000)

 

  1. Premio Postdoc dell’anno 2015 rilasciato dall’Hotchkiss Brain Institute (University of Calgary)-Mar 2016“

Di seguito invece le borse di studio/ricerca più importanti che ho ottenuto:

  1. Borsa di studio triennale per il Dottorato di Ricerca in Tossicologia – Nov 2011-Ott 2013 ( € 40,900)
  2. Borsa di studio DAAD per Dottorandi, per sostenere periodi di ricerca presso un’istituzione tedesca (Supervisor Prof. Gustav Schelling) rilasciata dal Servizio di Scambio Accademico Tedesco (Deutscher Akademischer Austausch Dienst, DAAD) – Ott 2012 (€ 1,000)
  3. Borsa di studio SIF (Società Italiana di Farmacologia) soci giovani per svolgere periodi di ricerca all’estero (sei mesi presso il Dept. of Cell Biology & Anatomy and Psychiatry, University of Calgary, Calgary, Canada; Supervisor Dr. Matthew N. Hill) conferita dalla Società Italiana di Farmacologia (SIF) – Apr 2013 – Ott 2013 (€ 6,000)
  4. Borsa di studio per ricerca conferita dall’Università di Romatre, Roma, Italia – Apr 2014 (€ 3,000)
  5. Borsa di studio Eyes High per Postdoc della durata di due anni conferita dalla University of Calgary, Calgary, Canada – Apr 2014-Mar 2016 (CAN$ 100,000)
  6. EBBS (European Brain and Behaviour Society) Travel Award conseguito nell’ambito dell’EBBS/EBPS meeting 2015 a Verona (Italy) rilasciato dalla European Brain and Behaviour Society (EBBS) – Mag 25, 2015 (€ 500)
  7. Borsa di ricerca “Cumming School of Medicine”, University of Calgary, durata tre anni – Apr 2016-Apr 2018 (CAN$ 12,500/year)
  8. Borsa di ricerca “Mathison Centre for Mental Health Research & Education”, durata 3 anni– Apr 2016-Apr 2018 (CAN$ 50,000/year)
  9. Borsa di ricerca “Alberta Innovates Health Solutions (AIHS)”, durata 3 anni– Apr 2016-Apr 2018 (CAN$ 50,000/year)”.

 

La sua ricerca in cosa consiste? Quali gli obiettivi?

La mia attività di ricerca si rivolge allo studio del sistema endocannabinoide nella modulazione dei processi cognitivi relativi alla memoria traumatica, e nella regolazione della reattività emozionale(ansia, stress), attraverso l’utilizzo di modelli di neurofarmacologia comportamentale. In parole più semplici studio come i cannabinoidi (derivati sintetici della Cannabis) e gli endocannabinoidi (prodotti nel nostro cervello) influenzano la memoria traumatica. Inoltre mi occupo di studiare anche come i cannabinoidi hanno effetti diversi sulla memoria e sull’emozionalità (riducendo o aumentando l’ansia, per fare un esempio) a seconda del contesto e dell’umore dell’ individuo che la assume. Tutto questo è importante perché i nostri risultati servono far capire i meccanismi che regolano i processi di formazione ed estinzione della memoria traumatica, fornendo poi le basi da cui partire per testare nuovi farmaci nell’uomoIn particolare il mio lavoro è importante nell’ambito di una patologia psichiatrica, il disturbo da stress post-traumatico (PTSD). Questa patologia si può sviluppare in seguito ad un’esperienza fortemente traumatica (grave incidente in macchina, violenza sessuale, morte di una persona amata, attacco terroristico…) ed è caratterizzata da una condizione di ansia, ipervigilanza, attachi di panico e persistente ricordo dell’evento traumatico attraverso flashbacks ed incubi. Non si conoscono i meccanismi che portano all’insorgenza di questa malattia e i trattamenti farmacologici molto spesso sono inefficaci. Alcune evidenze riportano che soldati affetti da PTSD si “auto medicano” con la cannabis, ma ad oggi, non ci sono sufficienti prove scientifiche riguardo l’efficacia della cannabis nel trattamento di questa patologia. Il mio obiettivo/speranza è quello di riuscire a capire come il nostro sistema endocannabinoide regola il processo di estinzione della memoria traumatica ed aiutare a sviluppare nuovi farmaci che possano agire andando ad aumentare il rilascio dei “nostri” endocannabinodi, in modo da avere un effetto più specifico ed evitare gli effetti collaterali legati all’assunzione di Cannabis.

 

La sua difficoltà più grande?

“La mia difficoltà più grande è stata quella di lasciare la mia famiglia e l’Italia e di adattarmi ad una cultura molto diversa da quella italiana. Il ritmo di vita è molto diverso. I canadesi, sono persone molto gentili, disponibili e precise, ma sono poco flessibili e adattabili, credo che questa sia una notevole differenza rispetto agli italiani. Naturalmente, da italiana del sud all’estero soffro anche la mancanza (quasi assoluta) di buon cibo e il freddo tremendo dei mesi invernali. Una cosa che mi ha particolarmente colpito è la visione che i canadesi hanno dell’Italia. Amano l’Italia, il cibo e la moda italiani ed usano il nome dell’Italia per dare prestigio e qualità ai loro prodotti”.

E la soddisfazione più grande?

“Diciamo che la mia soddisfazione più grande è legata alla difficoltà più grande, in un certo senso. Il fatto che sia riuscita, da sola, ad adattarmi a vivere in un paese molto diverso dal mio e ad ottenere buoni risultati nel mio lavoro e finanziamenti per la mia ricerca dall’Università di Calgary e dal governo canadese mi rende molto felice e soddisfatta”.

Informazioni su La Mosca

Presunto(so) giornalista, in realtà disoccupato
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