Il brigadiere e quella “dolce” passeggiata sotto la pioggia

Posso raccontare questa storia perché è passato tempo da quando è accaduta (oltre sei mesi) e quindi è andata in “prescrizione”, perché i personaggi a distanza di tempo sono impossibile da riconoscere e occorre celarne l’identità per precauzione della donna protagonista e per modestia chi ha vissuto questa storia in divisa ma non sa di essere stato sotto i riflettori. Posso, infatti, raccontare questa storia perché ne sono stato testimone e tutto ciò che ho scritto è stato visto direttamente da me. E voglio scriverla perché forse non è una notizia da prima pagina ma una pennellata di umanità che – secondo il mio modesto parere – vale la pena di raccontare.

carabinieri

Una donna in evidente stato confusionale passeggia tra Polla e Sant’Arsenio. E’ notte. Piove e le temperature non sono come dovrebbero essere in una sera di fine maggio. Fa freddo. La signora, minuta, vestita di nero, barcolla, cammina a rilento. Sembra non abbia una meta precisa. Si avvia lungo la strada provinciale che da Polla porta a Sant’Arsenio. E’ buio. La strada già è pericolosa di per sé e con l’acqua il pericolo aumenta. Soprattutto per una persona che passeggia in quelle condizioni. Il pericolo per la sua incolumità è enorme. Le auto sfrecciano, la sfiorano, la fanno oscillare ancor di più. La “macchia nera” si vede appena. Qualcuno però la scorge e avverte i carabinieri.

Arriva un’auto di ordinanza della Compagnia di Sala Consilina, forse della stazione di Polla. Forse no. L’auto, una Punto, parcheggia al fianco di un marciapiede. Due militari scendono dalla vettura. Un militare semplice e un sottoufficiale. Un brigadiere, sembra, guardando i grandi sulle spalline. Comincia un lungo dialogo con la signora, che ha circa 50 anni e non sta affatto bene. Sembra tremare sotto la pioggia fine e fastidiosa. I due carabinieri con estrema tranquillità, quasi con dolcezza fraterna, la fanno riparare sotto un balcone. Non la toccano, ma le fanno sentire il calore necessario. La pioggia arriva lo stesso ma fa meno male. Sono le 11 circa della sera. Per mezz’ora i due carabinieri e la donna parlano, i movimenti sono lenti, le espressioni serene. I carabinieri sono serafici e la donna sembra goderne. Si rasserena.

Ma occorre trovare una soluzione. La signora a quanto pare non vuole salire sull’auto dei militari per essere accompagnata da una parente, da un amico. Forse non si fida, forse ha paura. Allora la scelta dei carabinieri è una sola: accompagnarla in un altro modo. Nell’unico modo possibile. Il brigadiere e la signora allora si avviano a piedi, lungo le strade di Polla. Una passeggiata lenta. Quasi di piacere. O almeno così il carabiniere vuole farla apparire. La pioggia scende ancora. Imperterrita. Il militare dialoga con la signora, la tranquillizza. Sono fradici ma non sembrano accorgersene. Passeggiano per chilometri. L’auto li segue a distanza e senza fretta. Con estrema accortezza di non farsi vedere. Li scorta senza far pesare la sua presenza. Dopo la lunga, bagnata, passeggiata i carabinieri accompagnano la signora nel luogo dove voleva andare. Si assicurano che sia il posto giusto e sorridono ancora. Si salutano con un sorriso. Dolce e coinvolgente. La pioggia per un attimo si ferma. Quasi a volersi concedere anche lei un premio per aver assistito a quella pennellata di umanità, a una passeggiata che rimarrà nel cuore di chi l’ha vissuta, a un abbraccio che ha riscaldato senza toccare.

Informazioni su La Mosca

Presunto giornalista, in realtà disoccupato
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4 risposte a Il brigadiere e quella “dolce” passeggiata sotto la pioggia

  1. Roberto De Luca ha detto:

    Una bella ed edificante storia. Bella da leggere. Ma soprattutto bella perché vera.

  2. Rino De Lucia ha detto:

    Scrittura asciutta ma godibile.
    Non ricordo: quanto ti davo in matematica? Lol!

  3. Rino De Lucia ha detto:

    Scrittura asciutta e godibile.
    Non rammento: quanto ti davo in… matematica? Lol!

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