InterVallo

*Dal 31 luglio nella chiesa della Ss Trinità di Polla, nel centro storico, è in programma la mostra fotografica di Paolo Ippolito all’interno della manifestazione “R…estate Ragazzi”. Un viaggio nei luoghi e nel tempo. Ho accompagnato Paolo in questo viaggio. Ecco cosa ho visto. Per le foto vi aspettiamo dal 31 luglio. 

intervallo

Poggio i piedi sulla banchina. Uno dopo l’altro. Lentamente. L’Ultimo treno è appena ripartito. Si perde alla vista senza quasi che me ne accorga. Come se il tempo avesse accelerato all’improvviso. Guardo prima a destra, poi a sinistra. Sono solo. La vegetazione cresce senza sosta nascondendo binari e traversine. Un leggero vento mi sfiora gli occhi semichiusi e porta via anche il fischio. L’ultimo fischio di chi lo faceva per lavoro. Gli odori di asfalto, di ferro, di erba, di legno si mescolano creando un’essenza unica. Inspiegabile. Illusoria. Piano si prende le mie narici. I miei ricordi. Il Tempo attorno accelera. Qui resta fermo. Sospeso. Un pacchetto di sigarette gettato per terra, una panchina scheggiata, una scritta che ricorda dove sto. E quasi lo ricorda anche a se stessa. Cammino. Voglio fuggire. Il Tempo, attorno a me, scappa via. Alzo gli occhi e vedo l’insegna di un albergo. Mi posso riposare, cercare di capire cosa mi stia accadendo. Le camere, la fila di serrature, il corridoio dal sapore antico. L’odore stavolta sa di vuoto e chiuso. Cerco altri posti così. Non voglio dimenticare. Altri posti dove il Tempo, suo malgrado, sia rimasto in sospeso. Auto e persone mi sfiorano veloci, vedo scie non sagome. Apro una saracinesca chiusa da tempo. Il calendario alla parete indica il 1992. File di sedie e puzzo di fumo di sigarette mi rapiscono. Alzo un po’ la testa. Di fronte un palco, uno schermo. Un film fermo da troppo tempo riempie con la sua assenza gli occhi. Se mi concentro mi par di sentire quel continuo vocio di persone che invadano spazi e seggiolini. Un chiacchiericcio che si spegne lasciando spazio al vibrare della pellicola. Malinconia e dispiacere mi riempiono la bocca di amarezza. Un mulino mangiato da alberi e rovi fa male agli occhi e allo stomaco. Inaccessibile. Anche al futuro forse. Il Tempo va troppo veloce attorno. Le scritte sbiadiscono troppo velocemente, restano lettere sbiadite. Il transatlantico di lana è uno scheletro svuotato dal passare dei giorni, dei mesi e degli anni. Ha un ventre vuoto, gelido, in decomposizione. I luoghi sono tanti e ognuno mi racconta la sua storia. La Storia che si è fermata all’improvviso. Quasi con cattiveria. Come quel carico di sassi pronto da tempo e in attesa che ricominci la vita di questo luogo. Intorno la segatura crea scultore nella speranza, vana e masochista, di essere schiacciata da passi umani. La calce attende da anni, vogliosa, il trasporto verso il suo destino. E ancora: fila di mattoni riposano guardati a vista da occhi innamorati, da chi ha vissuto per loro. Quasi avesse paura che scappino. La fornace pare il Vesuvio. Un vulcano dormiente impaziente di bruciare. L’argilla un giorno ritornerà. Ma l’attesa fa male a chi ha sempre vissuto con lei. Luoghi sospesi, come quello dove sacro e profano si incontrano senza pregiudizi, dove il ferro di cavallo e il santino si prendono per mano. Dove l’olio è un antico ricordo e le olive delle compagne da rimembrare con affetto. Tocco altri luoghi che mi raccontano medesime sensazioni, di corridoi conquistati dal Tempo, di stanze che hanno deciso di fare altro in attesa che il loro Tempo torni. Ma il giro è finito, ritorno dove sono arrivato. Mi siedo su un muretto. Guardo a destra e a sinistra. Quell’essenza unica mi circonda di nuovo. Attendo che il treno ritorni per non fermarmi. Attendo che il Tempo riprenda il suo corso. Attendo che finalmente termini quest’interminabile Intervallo.

Informazioni su La Mosca

Presunto giornalista, in realtà disoccupato
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2 risposte a InterVallo

  1. Rosebud ha detto:

    Bello!
    In sintesi:
    la nostalgia é la nostra vita
    oppure
    finché c’è vita c’è speranza?

  2. Pingback: Un Vallo di luoghi: il Cinema di Polla | la Mosca del Mattino

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