Le donne viste dalle donne: il pensiero della giornalista Tonia Cartolano

L’otto marzo come giorno di riflessione sulla donna.

tonia cartolanoTonia Cartolano è una giornalista Sky, una delle inviate di punta. E’ di Sala Consilina e ha iniziato la sua carriera nelle emittenti locali. Ecco il suo pensiero.

Ha mai avvertito discriminazioni nell’essere donna nel mondo del lavoro?

“Esiste, naturalmente, la difficoltà oggettive per una donna. Ma non credo e non ho mai avvertito discriminazione. Da donna non ho avuto mai problematiche nello svolgere quello è il mio splendido lavoro”.

C’è uno scatto verso la parità?

“Naturalmente le difficoltà sono tante. Far coincidere famiglia e lavoro diventa complicato, ma devo dire che sì, uno scatto c’è. Lo noto tra le mie colleghe. Faccio un esempio.  Per la prima volta il congedo parentale lo prendono anche gli uomini che sono così molto pi presenti nella vita familiare. A Sky in tanti fanno così. Ed è una speranza per il futuro”. 

 Quindi sono stati fatti avanti…

“Assolutamente sì. Per la prima volta chi condivide lavori professionali ha un una concezione diversa del rapporto tra uomini e donne. Difficoltà oggettiva ma per la prima volta da un po’ di tempo a questo a parte si notano benefici. C’è – sempre guardando a quanto accade nel mio ambiente lavorativo – un cambio mentale nell’uomo. Un inizio per cominciare ad appianare le storture”.

Nel Vallo, però, ci sono poche donne al comando. Perché?

“Esistono dei limiti nei territorio come quelli del mio caro Vallo di Diano. Esiste meno emancipazione rispetto a quanto ho detto prima. E per questo la donna deve fare i conti con notevoli difficoltà. Io stesso quando sono andato via dal Vallo di Diano, sono stata additata come fuggitiva. Ma io ho cercato un ruolo gratificante dal punto di vista professionale. Nel Vallo come in altri territori ci si aspetta che una donna si sposi. Faccia famiglia. Se non hai un figlio sembra un grande problema. Senti peso di essere donna. Eppure non è così. L’interesse a crearsi una famiglia è sia maschile che femminile”.

E in Italia come vede la situazione delle donne?

“Il nostro governo è molto rosa. A livello nazionale. La politica, l’imprenditoria e anche il giornalismo hanno una piega molto femminile. Si è capito, finalmente, che essere donna è un’arma in più. La sensibilità giusta per affrontare gli argomenti, soprattutto nel giornalismo. E questo, spesso, è un vantaggio”.

Nessun limite, quindi…

“Limite – nel senso letterale del termine – può essere quello di essere madre o figlia di una persona accudire. Come figlia e non come donna”.

Cosa è per Lei l’otto marzo?

“Un giorno come un altro. Non ricordo neanche il giorno in cui cade. L’unico modo per vederlo come un giorno positivo è quello di usarlo come momento per confrontarsi e fare il punto della situazione. Un’occasione per confrontarsi”.

Cosa pensa del giornalismo locale?

“Sono andata via nel 2002. Nel Vallo di Diano, e quindi nelle redazioni locali c’è l’opportunità di fare lavoro in tutti i modi: a 360 gradi. Guardarsi in torno. Capire come guardare le cose. Ma allo stesso tempo vivendo il tuo territorio non noti neanche le storture. E trovare la notizia diventa più complicato”.

Il suo reportage che ricorda con più emozione?

“Ha a che fare con le donne. In Afghanistan ho realizzato un servizio che ricorso spesso. Ho intervistato in un carcere femminile di Herat una donna. Era in prigione per aver decapitato il marito in quanto la costringeva a prostituirsi. Sono trascorsi 4 anni. Ricordo tutto. La luce, gli odori i particolari, lo smalto. Ho iniziato a parlare con lei. E questa donna con una dovizia di particolari e con una calma serafica ha iniziato a raccontarmi come aveva tagliato la testa al suo aguzzino. Non era follia la sua voglia di raccontare ma desiderio di esprimere il suo stato d’animo. ‘Mi sento libera, ora’, mi disse. Dopo aver vissuto il giogo del marito-padrone era libera. Libera in carcere. Aggiunge ‘Qui, per me, è come stare all’università’. Il carcere come libertà. Come un’opportunità (un reportage per il quale Tonia ha anche vinto un premio – ndr)”.

Informazioni su La Mosca

Presunto(so) giornalista, in realtà disoccupato
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