Un Vallo di talenti (in erba). La corsa leggera e talentuosa di Riccardo Volpe: “Sogno una pista d’atletica per il Vallo”

ric3Leggero. Quando lo vedi correre, tra le vie del paese, hai questa sensazione: leggerezza. I suoi capelli chiari corrono con lui. Uno scricciolo di atleta che muove veloce i piedi, con eleganza le gambe, con equilibrio le braccia. E con la sua leggerezza vola. E’ uno dei giovani talenti del Vallo di Diano. E’ Riccardo Volpe, ottimo all’ultima Roma-Ostia (su oltre diecimila partecipanti), un piccolo campioncino con un futuro davanti. Studente di lingue, pollese, e soprattutto: atleta.  Ha 21 anni, un cane per amico e una squadra di podisti a spronarlo.

Perché correre?

“Corro perché è forse il modo migliore in cui riesco a sentirmi me stesso, ad esprimere ciò che sento, ed è anche un valido modo per scaricare lo stress”.

Cosa vuol dire sacrificio?

“Premetto che per me correre non è un sacrificio .La parola Sacrificio credo voglia dire impegnarsi a fondo per raggiungere un obiettivo, magari facendo delle piccole rinunce che però vengono compensate ottenendo i risultati”.

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A cosa è costretto a rinunciare?

“Devo comunque seguire una giusta alimentazione,ed evitare di bere spesso alcolici,oppure la sera prima di una gara importante,quasi sempre di domenica,rinuncio ad uscire con gli amici, insomma varie cose”.

Quali sono i suoi  record?

“Parto dal 21 dicembre scorso, la mia prima maratona improvvisati perché non la avevo preparata. A Pisa ho chiuso in 3h06’. Poi il 21 gennaio ho migliorato la mia prestazione sui 10 km a Roma alla “Corsa di Miguel”, chiusa in 35’53” e come il primo, sempre a Roma, alla mia amata mezzamaratona “RomaOstia” ho migliorato il mio tempo chiudendo in 1h18’13”.

E le sue vittorie e risultati più importanti?

“Per adesso, ho ottenuto tre importanti risultati negli ultimi 4 mesi, il più recente risale alla gara di Roma. Vittorie per adesso ancora non ne sono arrivate. Risultati importanti sì: forse proprio alla “Corsa di Miguel” dove ho chiuso alla 96° posizione su 4.000 persone e alla RomaOstia 161° su più di 10.000 persone.”.

E la sua dieta?

“Non seguo una vera e propria dieta, cerco solo di mangiare bene, sano, senza eccessi, ma non mi privo di nulla, tanto poi brucio tutto”.

Come è nato l’avvicinamento a questo sport?

“Ho cominciato con spirito Decubertiano, divertendomi con mio zio Armando, per stare in movimento e in buona salute. Poi man mano, i risultati arrivavano ed ho cominciato a praticarlo più seriamente”.

Quante ore si allena al giorno e per quanti giorni?

“Dipende per quale distanza mi devo allenare. Le gare brevi richiedono meno allenamento ma comunque grande sforzo. Più o meno un oretta al giorno. E 5 o 6 giorni a settimana. Cerco di far conciliare studio e allenamenti al meglio”.

Chi sono stati i suoi allenatori?

“I miei iniziatori sono stati mio zio Armando e Vincenzo. Anche loro in forza alla “Metalfer runner”, una seconda famiglia per me. Poi la mia prima allenatrice è stata la cara prof di educazione fisica al liceo, infatti in quegli anni ho cominciato anche a gareggiare. Infine il mio attuale angelo custode è Gianni Greco, vicepresidente della mia seconda famiglia, la “A.S.D. Runforever Aprilia”. Se ho ottenuto questi risultati è grazie al suo meticoloso metodo di allenamento ed ai suoi consigli”.

La sofferenza più grande?

“L’anno scorso alla mezza maratona di Napoli, se sofferenza la si può chiamare. Al 15esimo km accusai un forte dolore al fianco e stavo per fermarmi ma, caparbio ,ho comunque concluso la gara”.

Correre come filosofia di vita?

“Correre è vivere. Uso lo slogan-motto di mio zio e dei suoi ‘compari’ di corsa. È dura cominciare, ma una volta in ballo, non puoi più farne a meno”.

Nel Vallo di Diano è possibile fare sport diversi dal calcio?

“Questa è una domanda difficile. Non è impossibile, basta volontà. Naturalmente il calcio è uno sport che attira. Ed è molto seguito ma è anche marcio. Io non ho mai assistito ad una rissa, ad un atto discriminatorio nei confronti di un atleta di colore durante una gara di corsa. Bisogna promuovere nuove attività nel nostro territorio ,potrebbero forgiare i campioni del domani, potremmo avere rappresentanti a livello nazionale e, perché no, olimpico”.

Cosa sogni per il nostro territorio?

Sogno una pista di atletica per permettere a tutti gli appassionati, amatori ed agonisti, di potersi allenare, alla pari con altri atleti campani che dispongono di tali strutture. Spero in qualcuno capace di rilanciare il nostro territorio in tutti i settori. Abbiamo la fortuna di vivere in una zona ricca di talenti, risorse, strutture, cerchiamo di risollevarla, sarebbe un vantaggio per tutti”.

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Informazioni su La Mosca

Presunto(so) giornalista, in realtà disoccupato
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