Un Vallo di “cervelli”: Angelo Ricciardone, l’astrofisico in Norvegia con Sassano nel cuore

angelo ricciardoneCosa può chiedere a Babbo Natale un ricercatore, che fa il lavoro che ha sempre sognato, magari pagato il giusto, in uno dei paesi più belli d’Europa? Facile: può chiedere di poterlo fare in Italia. E’ questo il desiderio di Angelo Ricciardone, astrofisico di Sassano, 30 anni, “costretto” a svolgere il suo lavoro proprio in Norvegia. Un cervello in fuga e al freddo. Impegnato politicamente e non solo nel proprio paese, Angelo, laureato in Fisica e Tecnologie avanzate a Siena, è figlio di un ferroviere e di una casalinga. Sin da piccolo si appassiona il mondo della fisica e delle stelle (“E’ ‘colpa del mio prof di matematica, Michele Comuniello”). “Già da bambino volevo capire come funzionava il mondo”, racconta. A Siena può frequentare l’osservatorio astronomico insieme al responsabile Alessandro Marchini. Da Siena a Padova per frequentare la specialistica in Fisica con indirizzo astrofisico. “Docenti come Sabino Matarrese e Nicola Bartolo mi hanno trasmesso la passione e l’entusiasmo per la ricerca. Così ho deciso di partecipare al concorso di dottorato a Padova dove sono risultato vincitore con borsa di studio”.  Inizia la carriera da ricercatore. “Mi occupo di ricerca nel campo della Cosmologia; studio le prime fasi di vita dell’universo. Ad esempio studio cosa è accaduto subito dopo il Big Bang. Costruisco dei particolari modelli teorici che possono spiegare delle caratteristiche che si osservano oggi nel ‘profondo cielo’”.  Tre anni volano. Finisce il dottorato. Arriva il momento della scelta. “Decido di andare all’estero. In Italia le borse di ricerca post dottorato non sono molte e il mio settore di ricerca ‘richiede’ che tu vada all’estero ad approfondire e specializzarti ancora di più. in Italia i fondi stanziati per la ricerca sono sempre di meno ed è quasi impossibile per un gruppo di ricerca offrire molte borse di ricerca post dottorato”. Ed ecco che arriva la Norvegia.

fiordi

 

“Scelgo un paese scandinavo perché il gruppo di ricerca in cui sto svolgendo questo lavoro, presso l’Università di Stavanger a sud della Norvegia, ha una ampia conoscenza dell’argomento di ricerca su cui mi sono concentrato durante il dottorato”.  Nel frattempo Angelo si sposa con Sara, la “storica” fidanzata. Ma la vita da ricercatore obbliga Angelo a starle lontano.  L’Italia è ancora più amata così e Angelo la sente sempre più nel cuore. Ma è sempre più lontana per un ricercatore “Impossibile farlo in Italia”. E l’Italia e Sassano mancano sempre di più. “Mi mancano mia moglie che ho sposato pochi mesi fa ma che ho dovuto lasciare da sola per venire qui, sperando di ricongiungerci presto, i miei genitori che purtroppo stanno invecchiando e non possono avere la mia vicinanza, i miei nipotini. Non posso non ammettere che mi manca il calore degli amici e delle persone in Italia. E infine: il cibo. Quante volte desidero cibo italiano”. Intanto la ricerca continua tra fiordi e gelo. “La Norvegia è accogliente e la qualità della vita è ad alti livelli. Il processo di adattamento sta procedendo velocemente. Sono immerso nella natura dei fiordi norvegesi e questo aiuta non poco la concentrazione necessaria per fare il mio lavoro”.

angelo ricciardone2Ma l’Italia e il Vallo di Diano restano nel cuore. E anche a migliaia di chilometri Angelo si concentra spesso sulla propria terra. Anche con un pizzico di critica. “Ho avuto l’impressione di vedere un Vallo triste. Spento. Ma abbiamo grandi potenzialità, occorre solo stimolare chi amministra e chi vive il Vallo a ridare vita, a creare rete, a progettare, coinvolgere, attivare partecipazione. C’è bisogno di entusiasmo e partecipazione”. Partecipazione che Angelo vorrebbe offrire. Diventare ricercatore in Italia. E chissà se Babbo Natale, che non è poi così lontano da lui, non lo ascolti. “In fondo sono stato buono”, sorride.

 

Informazioni su La Mosca

Presunto(so) giornalista, in realtà disoccupato
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