Con Giosi Cincotti si entra nel Regno dei sogni. Con una dedica speciale

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Un vulcano di nome Giosi Cincotti. La sua vita artistica è come la sua capigliatura. Mai doma, multiforme e coinvolgente. Progetti, eventi e concerti si susseguono. Così come i  suoi successi.

Il 2 agosto sarà a Polla con “Neapolis in fabula”, ma di esibizioni in programma ce ne sono diverse. Il 10 luglio sarà a Capua con le “Parole Parlate”. E altri sono in cantiere. In attesa di altri viaggi verso Hollywood, Cincotti, insomma, conquista l’Italia.

E lo ha fatto anche con un altro progetto. “Nel Regno dei sogni”. Un viaggio onirico tra note e granelli di sabbia. Tra emozioni uditive e sensazioni visive. Un viaggio che ha toccato tra l’altro il santuario di Sant’Antonio a Polla. Incantando ascoltatori e una persona su tutte: la mamma di Giosi alla quale il concerto è stato dedicato.

Il prossimo testo è tratto dalla descrizione del progetto che condivido in pieno.

“Con le musiche originali di Cincotti si entra nel Regno dei Sogni. E lo si fa con le rielaborazioni di brani famosi di Sakamoto, Bach, Gismonti, J. Pastorius che creano le atmosfere rarefatte che trasportano l’ascoltatore in un viaggio attraverso un mondo onirico. Le note cristalline e passionali del pianoforte di Giosi Cincotti si fondono alle calorose vibrazioni delle corde del violoncello di Arcangelo Michele Caso, il tutto immerso in un video paesaggio altrettanto onirico creato dalle immagini di Licio Esposito. ‘Nel regno dei sogni’ è un luogo dove colori, suoni e leggi fisiche sono diversi dalla nostra dimensione corporea. In questo progetto, la musica di Cincotti porta in superficie suoni e musiche percepite nei sogni, liberandole dalla dimensione onirica per stabilire una connessione con la zona più profonda dell’ascoltatore. Immersi in questa nuova forma percettiva, l’ascoltatore è condotto lontano dalle dinamiche stressanti della vita quotidiana, accompagnato in una dimensione atemporale dove il senso metafisico del grembo materno diviene nuova profonda dimora del proprio sentire, in cui risiede un “es” primordiale, originario, materia del nostro essere più intimo. Il potere che la musica de Nel Regno dei Sogni esercita sullo spettatore è quello di aiutarlo a librarsi leggero in un contesto in cui “regna” l’immateriale, in cui idee, pensieri, immagini, si scompongono in frammenti sempre più piccoli, assimilabili a particelle d’inconscio che vagano leggere in un mondo apparentemente immaginario, ma in realtà concreto e, parafrasando Shakespeare “fatto della stessa sostanza dei sogni”. La musica de Nel Regno dei Sogni offre emozioni contrastanti: da un lato il desiderio di fuggire dal quotidiano viene completamente soddisfatto dall’ascolto in sé, dall’altro la voglia di radicarsi nel sogno e nel suo stadio più profondo cede il passo alla volontà di fluttuare leggeri sulle ali del desiderio e dell’improvvisazione. Il tutto, corredato dalla dolcezza e dal potere illusionistico creato dalle note delle composizioni originali di Giosi Cincotti, dal violoncello di Arcangelo Michele Caso e dalle immagini di Licio Esposito, che contribuiscono a sottolineare l’atmosfera rarefatta ed onirica rafforzata e condita dai capolavori di Sakamoto, Bach, E. Gismonti e J. Pastorius”.

 

Informazioni su La Mosca

Presunto(so) giornalista, in realtà disoccupato
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