L’ultimo abbraccio

Il dolore di Teggiano è negli occhi. Negli occhi pieni di lacrime dei genitori, negli occhi arrossati degli amici, negli occhi persi nel vuoto di una comunità intera. E’ un giorno di dolore nel Vallo di Diano, il giorno dell’ultimo saluto a Daniel Varuzza e Vincenzo d’Elia, i due giovani amici morti in un incidente stradale nella notte di martedì. Gli amici hanno portato le bare bianche sulle spalle dalle abitazioni dei due fino alla chiesa del Sacro Cuore. Ad accoglierli il vescovo Antonio de Luca. Ad attenderli duemila persone che hanno riempito la chiesa e il piazzale antistante. Giovani, tanti giovani. Sotto gli occhiali da sole all’ultima moda sgorgano lacrime. Ci sono abbracci e pacche sulle spalle. Si prova a dare coraggio l’uno all’altro. Teggiano tutta piange. Soffre. I negozi sono chiusi in segno di lutto, le strade disseminate di manifesti coi volti dei due compagni. “Sarete sempre nei nostri cuori”, il messaggio comune dei tanti striscioni. E poi quelle foto, Daniel e Vincenzo sempre abbracciati, sorridenti, uniti da una grande  amicizia. Sempre insieme. Insieme hanno trovato la morte e insieme, ieri mattina, hanno ricevuto l’abbraccio di un paese intero, di un territorio unito. Sulle bare bianche vengono adagiate le magliette della squadra amata: la Juventus. Sul feretro di Daniel anche la “divisa” di cuoco, lui che studiava all’Alberghiero per diventarlo a breve. Le due bare vengono adagiate l’una al fianco dell’altra. Gli occhi dei genitori, di fratelli e sorelle si perdono nei ricordi, nella memoria dei sorrisi di quei due amici amati da un paese intero. I ricordi si susseguono. Chi li ricorda per le partite di calcio, chi per la loro gioia sul luogo di lavoro oppure tra i banchi di scuola. “Un affetto sincero non morirà mai”, scrivono. “Sempre con noi”, ricordano. “Se c’è la sofferenza degli innocenti, se c’è la morte di giovani vite perché la Fede? Perché proprio allora deve giungere la Fede – è l’accorata preghiera del vescovo De Luca -. Il figlio di Dio non è venuto a sottrarci alla sofferenza e a nasconderci al dolore ma vuole dare una direzione alla sofferenza e alla morte. Questo deve essere un momento consolidamento di una comunione, di un legame, di una amicizia. E hanno ragione gli amici quando scrivono: ‘è vero non possiamo più toccarvi, non possiamo più parlarvi ma il legame, la memoria e l’amore non potranno mai essere tagliate. Questa è la professione di Fede. Ora il nostro impegno e la nostra responsabilità sono quelle di continuare a rendere pieni i nostri giorni, pieni di significato per vivere  la vita con responsabilità”.  Il cielo sopra Teggiano è grigio, il dolore è palpabile. Sempre più persone raggiungono la chiesa. Martedì notte, a una distanza di poche centinaia di metri, sempre nella frazione di Prato Perillo, c’è stato l’incidente che ha tolto la vita all’appena diciottenne Daniel e al ventenne Vincenzo. Con loro sono rimasti feriti in altri quattro. Undici, in tutto, i giovani coinvolti. Uno dei feriti viene operato al volto proprio durante la celebrazione dei funerali, un altro è ancora in prognosi riservata per una gravissima ferita alla gamba. E’ tutta Teggiano a essere coinvolta. Tutto il Vallo di Diano, considerando che i due amici erano conosciuti un po’ ovunque. La celebrazione volge al termine. Due amici prendono la parola, in lacrime ricordano il sorriso e la gioia di vivere di Daniel e Vincenzo. “Non vi dimenticheremo mai”. Applausi e lacrime si mescolano in una turbine di emozioni che prende la pancia e il cuore. Le due bare lasciano la chiesa, un raggio di sole rompe le nuvole grigie, si aprono due ali di folla. I bambini lasciano al cielo dei palloncini bianchi, ancora applausi e pianti, ancora ricordi e commozione. L’ultimo abbraccio è il più forte, il più sentito, quello che si vorrebbe non finisse mai.

Informazioni su La Mosca

Presunto(so) giornalista, in realtà disoccupato
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