Il miracolo di Sant’Antuniello

Il 12 giugno si terrà l’evento tradizionale di Polla: Sant’Antuniello. Cosa è? Vi aspetto il 12 giugno dalle 20 al convento di Sant’Antonio oppure lungo le strade del paese per poter ammirare un evento che mescola storia, tradizione e magia. Ecco un breve racconto. Quest’anno ci sarà invasione digitale con Ndunduccio.

fuoco

Odor di giglio e scoppiettio di scintille.  Il viso incandescente e il vino che sgorga. Frati che ballano, sindaci che corrono, gente che canta. Sacro e profano che si mescolano e un paese, spesso diviso, che per una notte diventa unito e unico. E’ il miracolo di Sant’Antuniello.

La Terra che vogliamo è anche questo: tradizioni che avvicinano e uniscono, che portano un paese alla ribalta e che magari lo fanno conoscere anche per motivi di bellezza e non solo per quei nei diventati bubboni. Le radici di Sant’Antuniello cominciano già a perdersi nelle nebbie della tradizione e della leggenda. Meglio così, il miracolo diventa magia. Una donna, una giovane di 20 anni che si ribella all’imposizione di un frate rigido e risveglia nei pollesi la voglia di riunirsi in corteo di accendere  fiaccole e falò. Illuminare la notte con la passione, la devozione, la voglia di far festa. Una donna, una operaia di 20 anni, prende il coraggio a due mani, litiga con il frate, viene fermata dai carabinieri ma riesce lo stesso nell’obiettivo: far rivivere Sant’Antuniello. Cento e più anni dopo la magia è stata ritrovata. Superato il periodo di appannamento, scavalcato il salto generazionale, il 12 giugno torna a essere protagonista di Polla. La giornata è lunga, i preparativi da portare a termine sono tanti, ma senza fretta.

Compiti divisi e voglia di portarli a termine con il gusto di farlo. Quindi a passo lento, a occhi semichiusi, una sigaretta in bocca e una battuta per chi ti circonda. E’ anche questo Sant’Antuniello: la festa di un quartiere che si diffonde per il paese. C’è chi si occupa del santo, chi dei viveri, chi dei gigli. E nel paese? Tutti aspettano. Ci sono i falò da preparare, il vino da imbottigliare e le tavolate da imbandire.

Gruppi di vicini, amici di quartiere, appassionati del santo cominciano la raccolta delle fascine ben prima del 12 giugno. Dalla mattina, invece, le cucine ribollono. E’ quasi tutto pronto. Gli occhi dei pollesi si rivolgono verso l’alto, cercano il convento, aspettano lo sparo di avvio. Sant’Antuniello è sul sagrato, i primi quattro portatori lo caricano sulle spalle, si parte. Il primo fuoco li aspetta e li aspetta l’acqua benedetta del frate. E’ pur sempre sacro che si unisce al profano.


I fuochi pirotecnici danno l’inizio alla festa. I primi tre giri attorno alle fiamme. Onore al Santo. Onore a Polla. E poi giù tra le vie ritrovate del centro storico, i lumini che costeggiano il percorso, le luci delle finestre e gli occhi lucidi delle notte affacciate alle porte e sedute su sedie di paglia.  Poi il secondo fuoco, gli applausi. E ancora giri. Ecco il  terzo, il quarto, il decimo fuoco. Un serpente lungo alle spalle, la musica alla testa, il santo che si issa su e unisce un Paese. I fuochi diventano troppi da contare così come i bicchieri di vino offerti lungo le varie soste. E’ pur sempre profano che si unisce al sacro.

Ogni angolo di Polla viene baciato. I quartieri si sfidano a suon di fiamme alte, di fuochi di artificio e di gocce di bontà culinarie pollesi. Si sale, si torna verso il convento per il versante opposto. Ultime salite. Si ritorna dopo quattro e più ore sul corso che porta al santuario. E’ l’ultimo sforzo. I fedeli continuano a issare Sant’Antuniello. L’ultima volata verso il sagrato per chiudere il lungo cerchio. Arrivati. La magia è compiuta. Il miracolo è pronto a ripetersi.

http://www.santantuniello.it/

http://www.laterrachevogliamo.com/2012/06/13/il-miracolo-di-santantuniello/#.U4sIlPl_uOA

Informazioni su La Mosca

Presunto(so) giornalista, in realtà disoccupato
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