Un Vallo di sapori: il fagiolo di Casalbuono e la storia di Rosa Barbato

rosa barbatoIl Vallo di Diano “positivo” è anche e forse soprattutto i suoi prodotti. Come il fagiolo di Casalbuono, protagonista in questi giorni a Napoli con “Leguminosa”. E molti giovani si stanno avvicinando all’agricoltura per “resiste”. Così come ha fatto Rosa Barbato, 31 anni, giovane “contadina” di Casalbuono.

Rosa, cos’è Leguminosa?

“Un particolarissimo evento a livello nazionale organizzato da Slow Food ed incentrato sui legumi. Obiettivo della manifestazione è di valorizzare il ricco patrimonio di biodiversità legato ai legumi presenti sul territorio campano e nazionale. E’ un grande mercato dove gli espositori hanno la possibilità di promuovere e vendere i loro prodotti. Sono poi stati organizzati importanti convegni, seminari e laboratori del gusto sui legumi.

Quali sono le caratteristiche dei Fagioli di Casalbuono?

“I fagioli di Casalbuono sono conosciuti come prodotto “Tradizionale di alta qualità”. Si è giunto a questo grazie ad un progetto di tutela e valorizzazione portato avanti da un gruppo di agricoltori e custodi locali supportati dall’Università della Basilicata, dal Centro di Ricerca per l’Orticoltura, Cra Ort di Pontecagnano, dall’Amministrazione Comunale, dalla Comunità Montana Vallo di Diano e dalla Provincia di Salerno. A conferire particolari proprietà organolettiche ai 13 ‘ecotipi’ locali è il particolare microclima zonale, i terreni freschi e fertili con buona capacità di ritenzione idrica. Oggi la denominazione “fagioli di Casalbuono” è riservata agli ecotipi locali di fagiolo che rispondonoalle condizioni e ai requisiti indicati da uno specifico disciplinare. Innanzitutto il territorio di produzione. I terreni devono essere situati al di sopra dei 600 metri s.l.m.), freschi, profondi e fertili, delitimitati dal fiume Calore, compresi tra “Vallone Secco nel Comune di Casaletto Spartano”, tutto il Comune di Casalbuono, fino a località “Ponte Porcile”, ai margini del fiume nel comune di Montesano. Inoltre occorre coltivare secondo le antiche e tradizionali tecniche agronomiche, l’assenza diserbanti. La selezione dei prodotti deve essere esclusivamente  a mano. La conservazione naturale, magari con la tradizionale foglia di alloro. Al centro dell’attenzione dovranno esserci qualità e genuinità con una produzione tradizionale e sostenibile”. 

fagioli casalbuono

Una miniera d’oro per Casalbuono…

“Casalbuono è conosciuto come il paese dei fagioli e quasi tutte le famiglie producono per autoconsumo. La resa è sempre maggiore alle aspettative per cui si è deciso di creare una Comunità del cibo dove poter far rientrare i produttori locali a supporto delle aziende. Le principali aziende produttrici sono “Lunacalante” ovvero la mia, e “Centro sapori” di Maria Curcio.

Chi è Rosa Barbato?

“Ritornare alla terra e al passato comunicando col futuro. Non una moda, non un nostaligico ritorno al passato ma il desiderio di raccontare un territorio dalle grandi potenzialità e la speranza di poter creare una piccola economia locale con le persone del posto. Scelgo di non scappare, di confrontarmi con la realtà come mia e di metterle in relazioni. Scelgo di sostenere la ripresa delle nostre ruralità. Mi aggrappo alle radici ma proiettandomi verso il futuro. Credo nella comunicazione,  e attraverso la comunicazione viva parlo della mia azienda, dei miei progetti. Non sono un’esperta in agricoltura, ma mi documento. Vivo le mie giornate tra zappa e iPad, Terra e rete, Passato e Futuro”.

Quali sono le difficoltà?

“Non parlerò di crisi e non voglio essere pesante e polemica anche perché la crisi c’è sempre stata e il sud è sempre in crisi. I politici fanno solo chiacchiere e gli aiuti non esistono. Sarebbe semplicissimo essere ‘illegale’, evitare di pagare le tasse, muoversi attraverso altri canali. Ma per quale motivo? Per dire non c’è futuro? Io non ci credo. Credo che attraverso un piccolo passo si possano fare altri tanti piccoli passi e creare una strada per tanti”.

Le più grandi soddisfazioni?

“Tante. Ma non è l’aspetto economico a soddisfarmi e rendermi felice. Il binomio lavoro-guadagno per me è superato. Ovvero non lavoro solo per arrivare al compenso. Certo un occhio ai registri vanno dati per far vivere l’azienda. Ma mi ha reso felice il mio approccio alle arti contadine. Non le conoscevo e di fagioli ero una grande ignorante. Li ho piantati. Sono nati. Semplicemente fantastico”.

La sua azienda si chiama Lunacalante. Cosa è?

“Un’azienda di prodotti ortofrutticoli. Il prodotto principale, naturalmente è il fagiolo. Ma è anche un laboratorio di trasformazione con punto espositivo. Facciamo produzione di confetture e conserve arie. Effettuiamo vendita diretta o su e-commerce (www.lunacalante.it). Lunacalante è un cerchio. Segue dall’inizio alla fine i suoi prodotti, e dialoga attraverso essi con il consumatore finale (che non è solo il ‘cliente’).

Informazioni su La Mosca

Presunto(so) giornalista, in realtà disoccupato
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