Salviamo Angelo Rosciano dalla pena di morte

Angelo Rosciano rischia di perdere la vita per la burocrazia e – parer mio – negligenza.

Angelo ha circa 60 anni. E’ in carcere, è a Poggioreale. Sta scontando una pena per reati comuni. La Giustizia lo ha condannato e lui deve scontare la pena. Nulla in contrario. Ma Angelo combatte da tempo con il diabete. Una malattia terribile. Ha perso una gamba, rischia di perdere l’altra. Non vede da un occhio. Vive su una sedie a rotella perché non può portare – per motivi di sicurezza – la protesi in carcere. Non solo. Vive con altri quattro detenuti in condizioni simili, in una cella di pochi metri quadrati. Se non deambula rischia di morire. Se non viene aiutato morirà.

Aveva cominciato a scontare la sua pena nel carcere di Sala Consilina. Qui un altro detenuto e la sua forza interiore lo hanno aiutato ad affrontare le difficoltà. Poi – a causa dell’aggravarsi della malattia – è stato destinato ai domiciliari. Ma dopo una visita medica e nel mentre veniva trasferito il Tribunale di Sala Consilina (con conseguente perdita di tempo e rallentamenti burocratici), è stato deciso il suo ritorno in carcere. Non più a Sala Consilina. Ma a Poggioreale, padiglione San Paolo.

La situazione è critica. Angelo rischia la vita. La sua famiglia così ha deciso di iniziare una battaglia per lanciare l’allarme. A breve probabilmente nascerà un comitato. La figlia Carmela ha scritto delle lettere di aiuto al presidente della Repubblica e al Ministro. Non si chiede che Angelo venga scagionato ma che sconti la sua pena ai domiciliari dove potrà essere curato con le pratiche e le medicine adatte. La lotta della famiglia – appoggiata dai Radicali – riguarda tutti quei detenuti che non possono ricevere cure adatte e che rischiano la vita.

Angelo Rosciano è stato condannato sì, ma non alla pena di morte.

http://www.youtube.com/watch?v=bsjZSrytQF4

Informazioni su La Mosca

Presunto(so) giornalista, in realtà disoccupato
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