Una favola di Natale…Buone feste

Le luci appaiono all’improvviso dietro una villetta. Rosso e blu si intrecciano con luci bianche e verdi. Una rete che incanta. Che colpisce occhi, viso e cuore. Un sogno. Le luci abbracciano una parete quella della porta d’ingresso. Poi anche l’altra, quella laterale. Riempiono spigoli e finestre, porte e cancelli. Una casa di Natale. Una piccola piccolissima “luci d’artista” . Ma anche una favola natalizia nel cuore del Vallo di Diano. E’ la favola di Giuseppe Romano e della sua famiglia.

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La casa incantata si trova alla periferia di Sant’Arsenio, ed è diventata una tradizione per il Vallo di Diano. Le auto rallentano e fanno la fila, le mamme accompagnano i figli, e qualche volta arriva anche un pullman di turisti. Tutti a vedere la casa di Natale. La casa di Giuseppe. Una tradizione che dura da oltre venti anni. Una tradizione che ora racchiude una favola in più.

Torniamo a circa venti anni fa. Giuseppe è con la moglie Antonella in Argentina. Con loro il figlio di pochi anni: Vittorio. E’ il periodo natalizio. In Argentina è estate e fa caldo. Troppo caldo per essere Natale. Giuseppe ama la festività. Sin da piccolo amava accendere luci, fare il presepe, allestire l’albero. Ma mai potendo sprigionare tutto il suo spirito natalizio. Mamma non voleva. Troppo disordine.  Ora il piccolo Vittorio però chiede – laggiù in Argentina – di avere la casa di Babbo Natale. Quella scintilla magica che brucia dentro il cuore di Giuseppe esplode. Acquista le prime luci. E’ l’inizio di una favola. Una favola di Natale.

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Giuseppe – aiutato dalla paziente e innamorata Antonella – inizia un’opera certosina. Comincia a comprare allestimenti di Natale, pastori per il presepe, pupazzi di babbi natale. Qualsiasi cosa possa  far sì che la sua fame di Natale venga soddisfatta. Un anno dopo l’altro, un Natale dopo l’altro. Una tradizione che vive di momenti precisi. Un rito emozionante. L’otto dicembre il conto alla rovescia, lo spumante, l’accensione delle luci. Luci che riempiono la sera e la notte di Sant’Arsenio fino al sei gennaio. Fino all’Epifania. Ogni anno una luce in più, un Babbo Natale appeso alla parete in più.  Nel frattempo alla famiglia si aggiunge anche la piccola Francesca.

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Arriviamo al 2011. L’otto dicembre decine e decine tra amici, conoscenti, compaesani e curiosi si radunano attorno alla casa. Giuseppe con la sua famiglia dà il via al conto alla rovescia: 3, 2, 1. Luce. Luci di un piccolo artista. La casa si colora, la musica di Natale parte in filodiffusione. Echeggia Rockin’ around the christmas tree. Le luci sono splendide. Ventimila lampadine si accendono all’unisono. E’ Natale. Un mese di preparazione per 15 giorni in pieno spirito natalizio.

Trascorre un anno. Ci siamo quasi all’inizio dei lavori natalizi. Ma il destino si mette di traverso. Giuseppe si ferisce gravemente a una mano. Quella destra. La perde. La casa si colora ma molto di meno rispetto agli anni precedenti. La favola volge verso la fine? Nel 2013 il Natale a casa Romano sarà “normale”?

No, perché Giuseppe è forte. Ha lo spirito del guerriero. Non a caso i film d’azione riempiono una parete della sua stanza. Non a caso ha fatto palestra per anni. Non a caso lo chiamo “Bronx”. E allora arriva ottobre, Giuseppe vuole misurare se stesso. Lui, destroso, decide. “La casa doveva tornare a splendere come prima e io dovevo capire quanto fossi forte”. Il lavoro intenso e certosino ricomincia. La sua mano sinistra è all’opera. Pare magica. Ventimila e oltre lampadine da montare. Decine di Babbo Natale da appendere alle mura di casa. Vittorio pensa al cd con le musiche natalizie. La moglie allestisce l’albero di Natale di più di tre metri. Duro lavoro per un amore immenso: il Natale. Lo spirito di guerriero del Bronx viene messo alla prova, ma vince. Anzi trionfa. E’ l’otto dicembre. Amici, conoscenti e curiosi di Giuseppe si riuniscono. Il Bronx è lì che li aspetta. Sorride. Gli occhi luccicano. E’ il momento: 3, 2, 1. Luce. Le luci di un piccolo artista, di un uomo forte.

Pochi giorni al Natale, parcheggio sul lato destro della casa incantata. Le luci mi hanno accolto qualche metro prima. Splendide. Scendo dall’auto, Giuseppe mi aspetta davanti al cancello. La musica mi abbraccia. Anche il sorriso del Bronx. Mi mostra le luci. Sono ventimila piccole stelle. Entro in quel cielo magico. E dentro è un sogno nel sogno. Un presepe di due metri per due mi accoglie. Circa 200 personaggi vivono in quell’angolo di piccola Betlemme. Mi volto un po’ a sinistra. Ammiro. Si respira Natale ovunque. Il tavolo rosso imbandito con ogni simbolo natalizio, volti del famoso Babbo ovunque, anche sulla tavoletta del bagno. “Amo il Natale, lo sento dentro, è un fuoco che divampa che mi fa stare divinamente”. Giuseppe gongola. “Rubo un po’ di elettricità da mio cognato e ce la faccio a far splendere le luci. Ogni anno cambio allestimenti e posizioni. Lo faccio solo per me e la mia famiglia”. Ma intanto nel Vallo di Diano  si è diffusa la voce e sono decine e decine le persone che raggiungono la casa di Giuseppe per ammirarla, fotografarla. Bambini e adulti. Adulti che tornano bambini, bimbi che sognano di vedere Babbo Natale apparire da un momento all’altro. Arriverà solo il 25 dicembre…

Arriverà anche quest’anno il 6 gennaio e Giuseppe spegnerà le luci come sempre capita. Lo impone la tradizione. Tranne una volta. Quando bussò una famiglia con due bambini – arrivati in ritardo per ammirare la favola luminosa – desideravano ammirare la casa incantata. Il Bronx non esitò un attimo a interrompere la tradizioni. Le luci e i sogni di natale si specchiarono negli occhi di quei due bambini.

Questa è la favola di Natale di Giuseppe Romano e della sua famiglia. Questo è il mio e il loro modo di dirvi…

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Informazioni su La Mosca

Presunto(so) giornalista, in realtà disoccupato
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2 risposte a Una favola di Natale…Buone feste

  1. Lara Merighi ha detto:

    Carissimo Giuseppe e carissima Antonella, siete un esempio per me.
    Vi voglio bene.
    Buon Natale
    Lara

  2. Simona ha detto:

    Giuseppe sei un eroe, tu e la tua famiglia siete pieni di amore e generosità.
    Tanti complimenti per le vostre decorazioni e un felice Natale a tutti Voi!

    Simona (genova)

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