Da sei anni non riesce a vedere il figlio, ora la madre vuole gli alimenti

Immaginate di stare in Romania, di esserci arrivati in pullman. In un paesino di montagna. Isolato e freddo. Immaginate di essere scaraventati fuori di casa in piena notte dopo essere stati picchiati e derubati. Non conoscete la lingua, non sapete dove andare. Immaginate che vostro figlio di pochi anni è rimasto in casa con la donna che credevate essere la vostra compagna di una vita e che invece vi ha attirato in una trappola. Immaginate il dolore provato in quel momento per aver perso una famiglia e per le botte prese. Immaginate, ancora, che siete riusciti a tornare in Italia tra numerose peripezie e per sei anni non riuscite e a vedere vostro figlio.

Questa è la storia di un padre di circa 40 anni di Sala Consilina che ho raccontato per il Mattino. Ve la ripropongo.

http://www.ilmattino.it/SALERNO/bimbo-conteso-sala-consilina/notizie/395490.shtml

Da sei anni non vede il figlio. Sa dove si trova, è con la mamma, in Romania, ma non può incontrarlo né avere notizie concrete sul suo stato di salute. Un’altra storia di padre privato del proprio diritto di esserlo arriva dal Vallo di Diano. La storia ha inizio circa sei anni fa: un uomo di Sala Consilina si fidanza con una rumena. I due sono innamorati e decidono di andare a convivere. Nasce un bambino. Quando il piccolo ha poco più di un anno la ragazza chiede al marito di accompagnarla in Romania perché i suoi genitori hanno problemi di salute. La famiglia allora si mette in viaggio su uno di quei pullman utilizzato dai rumeni per il lungo viaggio. Oltre 24 ore di strada per raggiungere il paese rumeno. La famiglia della moglie vive in un paese isolato, tra le montagne. Appena giungono a casa dei nonni, però, l’uomo comincia a capire che qualcosa non va. I suoceri, infatti, stanno bene. Si fa sera, vanno tutti a dormire, ma nel cuore della notte, l’uomo viene aggredito, malmenato, derubato e cacciato fuori casa. A questo punto, con non poche difficoltà, riesce a raggiungere l’ambasciata italiana. Denuncia la situazione sia all’ambasciata che una volta giunto in Italia. Da allora, sono trascorsi circa 6 anni, il padre non vede il figlio. La storia è stata raccontata dall’avvocato dell’uomo, Enrico D’Amato. Si tratta dello stesso legale che sta seguendo la vicenda del piccolo Francesco Solimo di Sant’Arsenio. “Dopo aver trattato la vicenda di Solimo sono stato contattato da altri genitori con problemi simili. Sono in diversi – ha sottolineato il legale di Sant’Arsenio – e ancora una volta il problema riguarda la mancanza di linee guida precise a livello internazionale”. Riprendendo l’ultima vicenda, l’uomo, di circa 40 anni, riceve nel corso del tempo diverse telefonate dalla donna rumena. Richieste di soldi per il bambino. L’uomo, pur non avendo grandi possibilità economiche, manda dei soldi per il figlio. L’avvocato mostra le documentazioni del passaggio dei soldi. Ma non riesce mai a vedere il bambino. Nel frattempo la rumena si sposa con un connazionale, ha altri figli. Arriva, quindi, la beffa. La donna lo denuncia l’ex compagno alla Giustizia rumena, e vengono chiesti al quarantenne salese anche gli alimenti. “E’ una richiesta assurda – commenta D’Amato -, per chiedere gli alimenti bisogna concordare, tra le altre cose, anche le modalità di incontro tra il padre e il figlio”.

http://www.unotvweb.it/unonews/index.php?option=com_content&view=article&id=2047%3Asala-consilina-ancora-diritti-negati-a-un-padre-da-6-anni-non-vede-suo-figlio-in-romania&catid=52%3Acronaca&Itemid=72

Informazioni su La Mosca

Presunto(so) giornalista, in realtà disoccupato
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