Un parco giochi per bambini chiuso da anni è un pugno nell’occhio

Sono serviti tanti anni per costruirlo. Una volta terminato è rimasto per diversi anni senza essere utilizzato. Il tutto con una spesa per enti interessati, naturalmente tra costo di costruzioni e illuminazione accesa nonostante il cancello chiuso. Spesso è stato sommerso dalle acque del Tanagro quando ancora era chiuso. Poi l’inaugurazione in pompa magna con musica e discorsi (era il giugno 2011). Panchine di legno, percorso fitness, parco giochi. Un bel luogo , forse troppo vicino al fiume, ma comunque bello. Stupendo il nome. Iqbal, dal nome del bambino pakistano simbolo dello sfruttamento minorile.

Questa è la storia del parco Iqbal di Polla, luogo che doveva essere utilizzato da famiglie e bambini, da ragazzi e ragazze, dai cittadini, come parco giochi ma anche come punto per rilassarsi, leggere un libro, chiacchierare tra amici. 

Un po’ troppo soleggiato, forse, ma comunque un bel posto con tanto di infopoint, computer, scrivanie. Soldi spesi. Bei soldi pubblici spesi. Lo inaugura l’amministrazione comunale, si ringraziano gli altri enti che hanno favorito il progetto. E poi c’è un altro progetto: continuare i lavori sull’argine del fiume per un parco fluviale. Ma non tutto va liscio. Anzi. Quest’ultima idea viene bocciata e poi si mette la mano dell’uomo.

Si registrano piccoli attacchi vandalici (qualche panca di legno rotta), qualche critica sull’infopoint spesso chiuso, arrivano le denunce degli assessori di inciviltà ai pollesi e quindi spunta l’idea per risolvere tutto: “Diamolo ai privati”.  Ecco il bando sull’albo pretorio di Polla. Il bando però è una meteora. Nel giro di pochi giorni svanisce. Il cancello del parco viene chiuso. Definitivamente. 

Anni e anni per costruirlo e inaugurarlo. Pochi mesi per chiuderlo e non trovare soluzione alternative a quella di darlo a un privato. E senza riuscirci per di più. Da circa due anni il parco Iqbal è chiuso. Erbacce avvolgono le panchine di legno, il tempo logora il resto del parco. Il cancello resta chiuso come l’infopoint. Chissà che fine hanno fatto i computer all’interno. I giochi per i bambini si trasformano in monumenti alla tristezza. In paese resta un solo parco giochi per i bambini, quello nel parco della Rimembranza. Certo, ci sono gli scivoli e le altalene in quello che doveva essere un asilo nido di fronte alla ex Procura. Quello sotto i tralicci ad alta tensione. Ma questa è un’altra storia.

Resta, quindi, come un pugno nell’occhio il parco Iqbal. Chiuso e triste. Splendido nome ma poco rispettato dai vandali, certo, ma anche da chi doveva fare in modo che restasse aperto.

Informazioni su La Mosca

Presunto(so) giornalista, in realtà disoccupato
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