Un Vallo di talenti: Sergio Sorrentino

sergio sorrentinoForse non aveva neanche sei anni quando ha abbracciato la chitarra, l’ha stretta a sé e l’ha fatta sua. Una coppia indissolubile, affiatata, amata. Emozionante. Una rapporto d’amore che non fa ingelosire sua moglie Barbara perché quel bambino di sei anni e quella chitarra nel corso degli anni sono diventati una cosa sola. Meravigliosa. Un dono.

Il Vallo di Diano è una conca. Anche di talenti. E’ il caso di Sergio Sorrentino. Lo so scrivo in pieno conflitto di interessi essendo cugini e soprattutto amici, quindi, per confutare le mie tesi che vi proporrò venite ad ascoltarlo domani sera (1 novembre) al concerto in programma nell’auditorium del convento di Sant’Antonio, Le note inizieranno a volteggiare dalle 20.

Torniamo a oltre 20 anni fa. Sergio, non parla molto, è introverso e non si apre facilmente  con chi non conosce. Se prende confidenza, però, è incontenibile. E così è con la sua chitarra in mano. E’ una danza meravigliosa, un tango onirico. Già da piccolo il suo talento si assapora, se ne sente l’aroma, lo si vede in lontananza. Gli anni passano, la chitarra diventa la migliore amica di Sergio. Un’amante segreta. Una simbiosi perfetta. Un amore che dà i suoi frutti a ogni concerto, a ogni tocco di corda, a ogni nota. La sua carriera è un continuo crescendo tra studio, concerti e tocchi di classe.

La classe è immensa, ma nel Vallo è complicato emergere. Un esempio? Quando viene chiamato per concerti, viene applaudito, apprezzato, inneggiato. Ma a volte – soprattutto se sono le amministrazioni a organizzare eventi – non pagato. E per “fare il chitarrista”, “per fare l’artista”, di professione il nostro territorio è troppo piccolo. Mentalmente. Non c’è la filosofia della cultura pagata, dell’arte come professione, del pagare un tocco di classe. Che grande pecca che abbiamo.

Sergio parte, bisogna lasciare il Vallo per “fare l’artista”. Perugia prima, il nord Italia dopo. Grandi maestri infarinano il suo talento. Le collaborazioni sono sempre più prestigiose. E Sergio passa da promettente chitarrista e artista di prima fila del panorama italiano. L’esperienza sul campo, sui palchi, nei teatri, trasforma il talento di Sergio in un dolce succulento gustato in Italia e anche all’estero. Un simbolo del Vallo di Diano, di Polla, che porta in alto il nostro vessillo. Diventa anche studioso dell’arte e della musica. Un artista completo. Un Maestro.

Forse non aveva ancora sei anni quando ha abbracciato la chitarra, l’ha stretta a sé e l’ha fatta sua. Una coppia indissolubile. Che emoziona a ogni tocco di corda.

Informazioni su La Mosca

Presunto(so) giornalista, in realtà disoccupato
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2 risposte a Un Vallo di talenti: Sergio Sorrentino

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