Giornalisti figli di… non tutti per sfortuna

I giornalisti o presunti tali sono autoreferenziali e quindi concedetemi questa risposta all’editoriale di Lorenzo Peluso su quasimezzogiorno nel quale si parla di giornalisti per Dna, una professione che (troppo spesso) si tramanda di padre in figlio.

La mia idea è questa: io sono figlio di infermiere e non so fare neanche una siringa. Ma chi cresce in una casa dove si respira giornalismo forse  ha la facilità di masticare il giornalismo sin da piccoli. Mio padre il mestiere lo ha sempre lasciato fuori dalla porta di casa. Certo, le porte del giornalismo per chi ha cognomi importanti si aprono con più facilità. A volte estrema facilità. Qualcuno l’ho incontrato per la strada della mia umile carriera.

La cosa fondamentale, secondo me, per un giornalista, però, non è tanto il padre, ma il modo di essere. I veri giornalisti sono, devono essere, figli di p… nel senso buono del termine e con estremo rispetto per le nostre mamme. Figli di p… per fare davvero il proprio lavoro:  il controllore senza compromessi.

http://www.quasimezzogiorno.org/azione.php?name=contenuti&id=16827

Informazioni su La Mosca

Presunto(so) giornalista, in realtà disoccupato
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