Quel serial killer che spaventa l’Ospedale e il Vallo

“L’omicida seriale è colui il quale commette tre o più omicidi in tre o più località distinte, intervallate da un periodo di raffreddamento emozionale”  [cit. Crime classification manual – FBI]

Questa non è una storia di fantasia. E’ un dramma vero. Attuale. Questa è la storia di un fantasma. Una fantasma molto reale. Un serial killer. Un assassino che colpisce da anni, indisturbato, forse anche aiutato da alcuni complici. Forse è un clan di assassini seriali.

E’ una storia recente. Inizia alle fine degli anni ’80. Siamo in un territorio di passaggio. Nel cuore del Meridione. Terra di passaggio dal Napoletano verso le Calabrie. Siamo nel Vallo di Diano. Il Psi e la Dc si dividono Comuni e potere, voti e poltrone. Il Pci c’è e si fa sentire. Vuole anche lui la sua parte di bottoni. La popolazione vive un momento abbastanza felice. Quanto meno spensierato. C’è un uomo. Attraversa tutto il territorio. Si chiama Ferrovia. E’ molto anziano. Sta nel Vallo di Diano da anni. E’ fondamentale per i propri concittadini. Ma un giorno, siamo nel 1987, il fantasma lo nota e capisce che non può continuare a vivere. Va eliminato. Allora si avvicina a quell’uomo. E’ ancora inesperto il nostro serial killer. Non sa bene come ammazzare la propria vittima. Ma ha fame di sangue. E allora lo ferisce mortalmente . Quell’uomo, Ferrovia, ancora oggi è in coma e non potrà più svegliarsi. Inutili sono le promesse dei medici. Iniziano le indagini. Non porteranno mai da nessuna parte. Investigatori e serial killer, a volte, sembrano essere la stessa persona. Ma è solo una stupida impressione. Il nostro fantasma agisce con diverse armi: cupidigia, incuranza, non lungimiranza, clientelismo. E poi quelle preferite: incapacità e superbia. E poi quelle estreme: corruzione e atteggiamento criminale. Il serial killer dopo aver eliminato Ferrovia non vuole smettere. Lo fa per piacere. Lo fa per soldi e potere. Continua il suo lavoro sotto traccia. Ferisce piccole vittime. Le sorelle Strada, i cugini Urbanistica. La famiglia Trasporti. E poi, di paese in paese dai piccoli stadi di periferia, ai servizi minori ma essenziali per le comunità senza dimenticare la raccolta dei rifiuti (una ossessione). Ma ha fame di sangue e vittime più importanti. E allora punta una nuova preda. E’ un uomo corpulento. Il suo nome è Centro sportivo Meridionale. Le stesse armi, ci mette solo un po’ di tempo perché il fantasma prova anche il gusto della tortura. E lo fa morire dissanguato giorno dopo giorno. Ma quel territorio, il Vallo di Diano, gli offre vittime ben più importanti. L’ultima, quella conosciuta, è ancora una volta un uomo. E’ Tribunale. Lo nota un giorno mentre passeggia dalle parti di Sala Consilina andando verso il quartiere Trinità. Capisce che è la vittima ideale. Non solo può essere ucciso, il suo cadavere può essere venduto in pasto ad altri cannibali. E’ un affare che conosce bene. Il fantasma imbraccia le soliti armi, comprese invidia e impunità. E lo accoltella, mortalmente, alle spalle. E’ storia di poco tempo fa. Gli investigatori continuano, però, a non trovare il colpevole. Eppure dopo poco uccide anche il Carcere. Se lo aspettavano tutto, ma nessuno ha fatto niente. Ora il serial killer colpisce con più intensità. E già – secondo quanto è noto alla mosca – ha individuato chi ammazzerà nella prossima occasione. La sua vittima viene avvelenata giorno dopo giorno, piccole dosi per non scatenare il terrore, già da tempo. Il suo nome è Ospedale. Un reparto oggi, una scelta clientelare e sbagliata domani. Un servizio ieri e una raccomandazione dopo domani. Ospedale sta morendo. Lentamente e in modo inesorabile. E nessuno fa nulla.

Questa è una storia drammatica. Che non vede la fine. Il serial killer ha un identikit molto ombroso ma dietro il quale si notano bene i lineamenti. E i suoi complici anche sono riconoscibili se cercati con ardore.

E’ una storia vera, nostra. E’ una storia che porta a una vittima, la più grande, che il serial killer vuole ammazzare senza pietà. Anzi a ben guardare la sua opera massima già è cominciata. La sta uccidendo in tre modi. Il primo: le toglie le speranze. Il secondo: l’avvelena con immondizia e mancati controlli. Il terzo: gli toglie ogni servizio essenziale.

Ancora una vittima del serial killer. Ha ferito gravemente il Carcere e lo ha sequestrato. Più volte ha dato speranze a chi tiene al carcere chiedendo un riscatto. Ma è solo l’ennesimo modo sadico di giocare con le proprie vittime.

La vittima, l’ultima, quella che placherà la sete del fantasma si chiama Vallo di Diano.

 

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Informazioni su La Mosca

Presunto giornalista, in realtà disoccupato
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Una risposta a Quel serial killer che spaventa l’Ospedale e il Vallo

  1. Elvezio botta ha detto:

    I nomi Pasquà…devI fare i nomi dei soliti noti…I colpevoli non vengono da fuori…Non sono di Milano o di Berlino. ..Sono del Vallo. ..Sono locali…politici locali e traffichini locali…I nomi Pasquà….Le mezze denunce non aiutano nessuno

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