La Rai in fuga dal Tribunale. Scoperto il perché

Tensione al Tribunale con una troupe della Rai. I manifestanti volevano decidere chi dovesse essere intervistato, i giornalisti hanno così abbandonato Sala Consilina e sono tornati in redazione. Scoperto il motivo per cui hanno deciso di non effettuare il servizio.

“Credevamo dovessimo fare un articolo sulla chiusura del Tribunale di Sala Consilina. Nessuno ci aveva detto che si trattava di un servizio sulla campagna elettorale”*

*Dichiarazioni mai resa dai giornalisti Rai. Resta la questione Tribunale e sullo sfondo la campagna elettorale

**Questo post ha creato qualche malumore. La mia è semplice ironia. Io non ce l’ho con i manifestanti che legittimamente protestano. Dico soltanto che – è ovvio – la questione Tribunale di Sala Consilina si è trasformata in una “battaglia” anche per le prossime campagne elettorali comunali, provinciali e regionali. E’ una ovvietà ma è così. 

Informazioni su La Mosca

Presunto(so) giornalista, in realtà disoccupato
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2 risposte a La Rai in fuga dal Tribunale. Scoperto il perché

  1. maddalena ha detto:

    Nella mattinata di ieri ho seguito nel bar il giornalista della Rai, che per conto del Tg regionale della Campania avrebbe predisposto il servizio sulla soppressione del Tribunale di Sala Consilina. Gli ho chiesto educatamente di intervistare un cittadino componente del Comitato pro Tribunale e, di rimando, mi ha risposto che doveva dare un taglio peciso al proprio lavoro. Ho chiesto quale fosse e mi ha replicato che doveva dare parola “al sindaco eletto da tutti i cittadini e al rappresentante degli avvocati”. Ho allora chiesto se avessero diritto di parola i cittadini che avevano cooperato a presentare l’esposto alla Procura della Repubblica contro le irregolarità dei lavori di adeguamento dello stabile che dovrà ospitare gli uffici del nostro Palazzo di Giustizia. Geo Nocchetti ha risposto solo e semplicemente di no, perchè non ne avevano diritto. Per un servizio pubblico, come la Rai, questa, però, non è un’ovvietà.

    • La Mosca ha detto:

      capisco l’episodio che già conoscevo. La mia è stata solo una battuta partendo da un episodio preciso sul fatto che qualcuno o più di qualcuno (da tutti gli schieramenti) fa campagna elettorale su uno scippo avvenuto al territorio. Rispetto e ho solidarietà per chi manifesta e per chi, come me, soffre per questa decisione. La mia battuta era lungi dal voler offendere i manifestanti o chi aveva chiesto, civilmente, di avere la parola

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