Il piccolo Francesco, conteso e infelice

Mi chiamo Francesco. Francesco Solimo Polito. Ho 6 anni. Parlo italiano. E parlo anche spagnolo. Vi racconto la mia storia. Sono nato in Italia. E i primi passi li ho fatti nei giardinetti di Sant’Arsenio. Che bella l’Italia. Che bella casa mia. Tre anni fa, ero piccolo, ho preso un aereo. Ho salutato papà. Eravamo in una grande città con una cupola immensa. Aveva l’occhio lucido, l’ho abbracciato. Ero tranquillo. Stavo con mamma. Andavamo dai nonni e dagli zii che abitano molto lontano, dall’altra parte del mare. In Venezuela. “Ciao papà, ci vediamo presto”. Ho sentito l’aereo fare un rumore fortissimo. Poi ho volato.  Sotto c’era il mare. Che spettacolo. Siamo arrivati a casa di mamma. Ho cominciato a sentire una lingua diversa, quella di mamma. I nonni e gli zii mi hanno trattato in maniera incredibile. Che bello il Venezuela. E’ casa mia. E’ casa mia come Sant’Arsenio. Ma passa tanto tempo e non rivedo papà. Mi manca. C’è mamma, meno male.Mi coccola. Ma non capisco cosa succede. Papà dove sei? Lo vedo mesi dopo, papà è venuto fino a Caracas per me e mamma. Ci abbracciamo. Finalmente insieme, tutti e tre. Ma mamma e papà non si salutano come pensavo. Perché? Lo vedo di rado. Perché? Poi non lo rivedo più. Riparte. Ma fortuna che scopro il computer. E’ una scatola magica, posso vederlo attraverso uno schermo e ci salutiamo e parliamo. Ma sempre di meno. Io sto con mamma e gli zii. Sto bene, mi vogliono bene. Ma papà mi manca. Trascorrono anni. Mamma un giorno parte. Dice di andare da papà. Forse vogliono ritornare insieme. Come sarebbe bello. Mi lascia con zia. Io aspetto. Passa un mese e non tornano, mi mancano i miei genitori. Dove sono? Mi spostano di casa in casa. Cosa succede? Sto male, voglio mamma e papà. Voglio una vita normale. A settembre comincerò la scuola. Ma ancora non so dove andrò. Attorno a me sento tanto trambusto. Gli zii parlano sottovoce. Ma lo so, parlano di me. Arrivano persone in giacca e cravatta. Mi indicano. Cosa vogliono da me? Io voglio “solo” mamma e papà. Insieme. Non so dove sono i miei genitori. Non so cosa mi succederà. Sto male. 

Questa è, finora, la mia storia. Mi chiamo Francesco Solimo Polito, ho 6 anni, parlo spagnolo e l’italiano lo sto dimenticando*.

*Le vicende e le emozioni narrate da Francesco sono frutto della mia fantasia. La storia, invece, del divorzio, di un figlio conteso e di tre anni di battaglia legale tra i genitori è vera ed è stata raccontata da giornali e siti locali e nazionali. Ho cercato di immaginare cosa prova il piccolo Francesco, l’unica vera vittima secondo me, di una vicenda molto particolare con la madre ora ricercata per sottrazione di minore all’estero e il padre che non vede da tempo il piccolo. 

Informazioni su La Mosca

Presunto(so) giornalista, in realtà disoccupato
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